Il caso infinito

Ortensia Marengo: le minoranze ora «invocano» il Prefetto

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Ortensia Marengo: le minoranze ora «invocano» il Prefetto
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«Dopo che il sindaco Diego Marchetti gli ha cassato la richiesta del Consiglio comunale «perché non avevamo citato l’articolo del Regolamento del Consiglio comunale nel documento protocollato, abbiamo presentato una nuova richiesta ma anche questa ha ricevuto una risposta negativa». E’ breve e conciso nella sua comunicazione il consigliere d’opposizione Flavio Ranalli.

Ortensia Marengo: le minoranze ora «invocano» il Prefetto

«Nonostante la prima richiesta fosse chiara e non ci sia un obbligo da regolamento di inserire l’articolo, abbiamo deciso ugualmente di presentare una nuova richiesta perché per noi è necessario che il Consiglio si pronunci sul futuro della scuola dell’infanzia Ortensia Marengo - spiega il Ranalli - Ma come detto anche questa seconda richiesta ha ottenuto esito negativo. La sua motivazione? Lui usa la scusa che il Consiglio nel luglio 2022, quando sono stati presentati gli studi da parte dell’ingegner Masera, si sia già espresso. In realtà in quella seduta la seduta non ha assolutamente votato alcuna scelta, solamente la Giunta, qualche giorno dopo, ha deciso di procedere con l’abbattimento e la ricostruzione dell’immobile nella medesima sede.
Quello che noi vogliamo, con la convocazione di una seduta pubblica, è che tutti i consiglieri si prendano la responsabilità della scelta adottata dalla Giunta. Non si può adottare una scelta così importante, che vale milioni e milioni di euro, senza consultare i consiglieri. Dunque, di fronte a questa sua scelta, abbiamo deciso di comunicare la questione al Prefetto e ci auguriamo che proceda con la scelta più corretta: far discutere la questione in Consiglio. Ripeto, ogni consigliere deve farsi carico delle responsabilità che questa scelta (abbattere e ricostruire) avrà sulla nostra comunità.
Inoltre Marchetti si rifiuta di discuterla, adducendo un’altra scusa che non ha senso: il fatto che la Procura abbia prelevato tutta la documentazione. Al momento non c’è nulla di ufficiale, non ci sono avvisi di garanzia. L’immobile non è sotto sequestro. Dunque il tema si può trattare, diversamente lui non potrebbe, e a questo punto gli converrebbe, effettuare alcun impegno di spesa o intervento su quell’immobile se crede che la Procura si debba pronunciare. Sarebbe più sensato attendere le verifiche della Procura».

Ranalli vuole vederci chiaro

Intanto Ranalli sostiene che al momento non ci sia mai stato un collaudo, ma solamente delle verifiche.
«Al posto di impegnare più di 3 milioni di euro per l’Ortensia Marengo e altrettanti per il rifacimento del centro, sarebbe ora di intervenire sulle strutture pericolose (Palazzo Carpeneto, ex asilo) e sulle strade che hanno veramente delle problematiche. Queste sono alcune delle criticità che questa Amministrazione dovrebbe prendere in esame e risolvere a Cigliano» conclude Ranalli.

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