il caso

Il BookCrossing usato come "discarica" dei libri vecchi

A poco più di un mese dalla sua inaugurazione

Il BookCrossing usato come "discarica" dei libri vecchi
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A poco più di un mese dalla sua inaugurazione, l'angolo del BookCrossing allestito dalla Pro Loco di Verolengo sta affrontando una sfida inaspettata. Quella che doveva essere un'oasi di condivisione e cultura, dove i cittadini potevano prendere un libro e lasciarne uno, si sta trasformando in un vero e proprio deposito di vecchi volumi.

Il BookCrossing usato come "discarica" dei libri vecchi

Il concetto del BookCrossing è semplice e geniale: si basa sul principio del "prendi e porta", un circolo virtuoso che incoraggia la lettura e la condivisione. Purtroppo, a Verolengo, l'idea sembra essere stata fraintesa da molti.

Come spiega con un tocco di frustrazione Sandro Congias, volontario della Pro Loco: "In linea di massima è così, ma basterebbe semplicemente leggere quello che c'è scritto sotto".

Congias racconta di aver dovuto chiarire la funzione dell'angolo a una signora che voleva liberarsi di una grande quantità di libri dalla sua cantina, spiegandole che l'iniziativa non ha questo scopo.

"Se trovo dei libri fuori dal BookCrossing, li prendo e li butto", ha dichiarato Congias. Una scelta drastica ma necessaria per evitare che l'area diventi una discarica. L'obiettivo è che le persone comprendano la vera essenza del progetto, ovvero lo scambio e non lo smaltimento.

L'iniziativa della Pro Loco resta un gesto lodevole, un invito alla comunità a riscoprire il piacere della lettura in modo sostenibile e solidale. La speranza è che il messaggio arrivi forte e chiaro: il BookCrossing non è un luogo per liberare la cantina, ma un angolo dove i libri possono continuare il loro viaggio, passando di mano in mano e regalando nuove storie.