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Dal 2026 si tornerà a pagare l’Irpef

La scelta «obbligata» del sindaco

Dal 2026 si tornerà a pagare l’Irpef

Tempo di bilancio e, come era facile immaginare, la Giunta del primo cittadino Libero Farinelli, anche se in campagna elettorale aveva promesso di mantenere la pressione fiscale al minimo, senza reinserire tasse e imposte azzerate o ridotte nell’Amministrazione Barberis, ha dovuto prendere una decisione molto delicata che avrà delle conseguenze su ogni singolo cittadino lavoratore. Già, perché dal gennaio 2026, la Giunta ha deciso di ripristinare l’addizionale comunale Irpef, cancellata durante l’ultimo mandato del sindaco Firmino Barberis.

Dal 2026 si tornerà a pagare l’Irpef

La scelta è stata inserita all’interno del Dup che verrà presto discusso in Consiglio. La Giunta, nelle proprie linee strategiche in materia di politiche tributarie e tariffe dei servizi pubblici, introduce misure che cercano un punto di equilibrio tra il sostegno alla cittadinanza e la necessità di coprire i costi operativi dei servizi essenziali. Tali scelte, che si pongono in continuità con le politiche fiscali degli anni precedenti, mirano a razionalizzare le entrate comunali.
Come detto, relativamente alle entrate tributarie, il Comune ha deliberato la reintroduzione dell’addizionale comunale all’IRPEF, ma applicandola in maniera mirata, ovvero solo alle fasce reddituali più elevate, garantendo così un approccio progressivo e di maggiore equità sociale. Tant’è, che anche se, come spiega il sindaco «non è ancora stata adottata la delibera su questo imposta, posso affermare che i redditi bassi saranno esenti dal versamento. Le aliquote aumenteranno all’aumentare delle fasce». Ciò vuol dire che ad una persona con un reddito di 20mila euro annui sarà applicata un’aliquota minore rispetto a colui o colei che ha un reddito di 50mila euro.

Tornano anche gli oneri di urbanizzazione

Parallelamente, è prevista una revisione dei valori degli oneri di urbanizzazione, un’azione intesa a riflettere in modo più preciso l’impatto economico delle trasformazioni edilizie sul territorio.

Confermate le altre agevolazioni

Nulla cambia invece per quanto riguarda la tassa rifiuti: il contributo per l’anno 2025 sarà applicato a tutte le utenze, con la percentuale definitiva da stabilire entro la fine dell’esercizio in corso direttamente in Consiglio comunale come vuole il regolamento revisionato solo qualche settimana fa. Una novità specifica per il 2026 riguarda il solo servizio di raccolta porta a porta del verde, il cui costo resterà a carico dell’utenza che ne richiede l’uso, introducendo un contributo specifico per tale componente.

Sul fronte dei servizi a domanda individuale, l’Amministrazione ha scelto di proseguire con l’erogazione gratuita dei diversi servizi fondamentali. Tra questi figurano l’acqua delle casette pubbliche, l’illuminazione votiva sia nel cimitero del capoluogo che della frazione, il servizio di trasporto scolastico e l’utilizzo della pesa pubblica. Questa decisione mira ad alleggerire il carico economico sui cittadini per prestazioni considerate di primaria importanza. Inoltre, l’attenzione al sociale si conferma anche nella gestione della refezione scolastica: il servizio continuerà ad essere erogato in forma gratuita o con un costo ridotto, basato sulle fasce Isee, assicurando un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà economica.

Insomma, l’Amministrazione è dovuta tornare sui suoi passi solamente per quel concerne l’Irpef e gli oneri di urbanizzazione.