L'evento

Messa e pranzo: inizia la festa dei coscritti del 2008

La messa officiata da don Valerio D'Amico ha aperto ufficialmente i festeggiamenti dei coscritti del 2008 di Verolengo

Messa e pranzo: inizia la festa dei coscritti del 2008

La messa officiata da don Valerio D’Amico ha aperto ufficialmente i festeggiamenti dei coscritti del 2008 di Verolengo.

Messa e pranzo: inizia la festa dei coscritti del 2008

Dopo la funzione religiosa al Santuario della Madonnina e le foto di rito, i coscritti hanno raggiunto a piedi il ristorante “dei Cacciatori” di frazione Rolandini per il tradizionale pranzo.

Dal 30 dicembre, tre le serate danzanti che li vedranno protagonisti.

L’origine della Festa dei Coscritti

L’Italia è un mosaico di tradizioni locali, ma poche sono sentite e partecipate come la Festa dei Coscritti. Sebbene oggi il servizio militare obbligatorio sia stato sospeso (dal 2005), questa celebrazione continua a fiorire in molte regioni, trasformandosi da rito di passaggio militare a evento identitario per le nuove generazioni.

Il termine “coscritto” deriva dal latino conscriptus, ovvero “iscritto insieme” nelle liste di leva. Storicamente, la festa segnava l’ingresso dei giovani maschi nell’età adulta attraverso l’arruolamento obbligatorio nell’esercito.

Oggi, la festa coinvolge i ragazzi e le ragazze che compiono 18 nello stesso anno solare. È il momento in cui la “classe” (es. i nati nel 2008) si presenta ufficialmente alla comunità.

L’origine della festa è strettamente legata all’introduzione della leva obbligatoria, consolidatasi in Italia con l’Unità e il codice sabaudo.

Nell’Ottocento e per gran parte del Novecento, la partenza per il servizio militare era un evento traumatico e solenne. Il giovane lasciava per la prima volta la protezione della famiglia e del paese per servire lo Stato. La festa nasceva come un momento di “esorcismo” della paura: si beveva, si cantava e si festeggiava per farsi coraggio prima di indossare l’uniforme.

Se un tempo era una festa esclusivamente maschile, oggi le ragazze partecipano a pieno titolo, rendendo l’evento una celebrazione della “classe” anagrafica.