la posizione

Chiusura dormitorio: “Oltre l’emergenza freddo: costruire una rete solidale per non ripetere gli errori del passato”

Dutto: "Abbiamo la responsabilità di relazionarci con tutte le presenze del terzo settore cittadino senza pregiudiziali e con spirito di collaborazione"

Chiusura dormitorio: “Oltre l’emergenza freddo: costruire una rete solidale per non ripetere gli errori del passato”

La chiusura del dormitorio continua a far parlare in città. E scendere in campo questa volta è Frediano Dutto, segretario del  Circolo Sinistra Italiana/ Sinistra Ecologista Chivasso.

Chiusura del dormitorio, la posizione del  Circolo Sinistra Italiana/ Sinistra Ecologista Chivasso

“Stiamo vivendo in un periodo straordinario fatto di crisi internazionali, di difficoltà economiche per le famiglie, di tagli alle risorse da parte del Governo che dovrebbero essere destinate ai Comuni. Abbiamo la responsabilità di relazionarci con tutte le presenze del terzo settore cittadino senza pregiudiziali e con spirito di collaborazione. – Frediano Dutto, segretario Circolo Sinistra Italiana/ Sinistra Ecologista Chivasso. –  I prossimi mesi che ci vedranno protagonisti politicamente come gruppo in questa maggioranza, saranno di vigilanza a questo processo e ci muoveremo di conseguenza passo passo verso questa direzione, con l’intento di non ripercorrere errori nelle modalità e nelle tempistiche compiuti nel recente passato”.

L’analisi del  Circolo Sinistra Italiana/ Sinistra Ecologista Chivasso

“Il dormitorio di Chivasso venne aperto nel 2016 soprattutto sulla base di una necessità dell’ASL To4 in quanto le persone che in inverno, all’epoca, cercavano rifugio in un posto caldo, si riparavano nel Pronto Soccorso dell’Ospedale cittadino. Si formulò quindi un accordo tra ASL To4, l’amministrazione del Comune di Chivasso ed il CISS.
Quest’ultimo lasciò a disposizione, con canone di locazione, alcuni degli spazi nella sua sede in via Nino Costa. Asl e Comune di Chivasso avrebbero provveduto a coprire equamente le spese per l’apertura e la gestione del dormitorio pari ad un totale di circa 75.000€ anno. – Prosegue Frediano Dutto- Le spese prevedevano il pagamento alla cooperativa che gestiva l’apertura, il presidio notturno e la chiusura il mattino seguente, oltre alle spese di erogazione del riscaldamento, acqua sanitaria e pulizie locali. Nel 2021 l’ASL To4 decise di rescindere unilateralmente il contratto, non ritenendo più una sua priorità questo servizio, quindi dal 2021 il totale della gestione è rimasta a carico del Comune di Chivasso, che in verità tentò di avere supporto da parte del CISS per il sostegno economico, ma gli altri comuni aderenti non lo ritennero opportuno.

La valutazione del servizio a seguito di questi anni di gestione presenta dei chiaroscuro: il dormitorio era stato pensato solo ed esclusivamente per maschi, residenti a Chivasso, vietato l’ingresso ad animali da compagnia, vietata la preparazione di pasti, obbligo di uscita alle sette del mattino.

Le persone che in questi anni hanno usufruito del servizio sono state poche unità all’ anno. A questo tipo di servizio, quando fu istituito, non si pensò alla creazione di una rete di bassa soglia che tentasse di accompagnare l’utenza verso un percorso di possibile autonomizzazione e di fatto i pochi utenti che in questi anni hanno solcato la soglia del dormitorio non hanno trovato un accompagnamento ad una possibile alternativa.

Dopo questa analisi, alla fine del 2024 il Sindaco decise di intervenire nella chiusura del vecchio dormitorio, nel tentativo conseguente di costruire un servizio alternativo in collaborazione con la rete del terzo settore del territorio, così come succede in tutte le realtà simili a Chivasso.

La nostra forza politica non accolse favorevolmente questa decisione anche in considerazione del periodo invernale. Infatti si decise di fare una proroga fino all’estate 2025. Il CISS nel frattempo chiese la restituzione degli spazi della sua sede nel 2026 per far partire la ristrutturazione prevista. Il Sindaco e l’assessora al welfare in questi mesi hanno tentato il percorso alternativo senza successo.

Nel corso dell’estate 2025 il nostro assessore ai lavori pubblici, ha deciso di destinare alcune risorse per la ristrutturazione di un bilocale di proprietà comunale in centro città, proprio in vista delle difficoltà che si facevano più pressanti.

Questo bilocale che poteva avere uno sbocco concreto e possibile anche per l’emergenza freddo, è stato invece utilizzato (e meno male) in emergenza a favore di una giovane famiglia con figli minori che nel novembre scorso è stata costretta a lasciare la propria abitazione a seguito di un incendio.
L’utilità di questo intervento è stato comunque provvidenziale anche se non ha risolto nel breve termine la decisione della chiusura del dormitorio.

Occorre infatti registrare la differenza di intervento tra emergenza casa e dormitorio, se per il primo il Comune dispone di quattro appartamenti tuttora utilizzati, il tema del dormitorio necessita di altre soluzioni.

Si è arrivati al 30 dicembre per concretizzare una risposta alla chiusura del dormitorio, con una soluzione alternativa che soddisfa i bisogni delle persone coinvolte.
Bene ma non benissimo.

Come forza politica chiediamo in modo puntuale che l’amministrazione cittadina, unitamente alle forze di maggioranza diano avvio immediato alla costituzione di una rete solidale con le realtà associative del territorio, perché il tema della marginalità per un comune come Chivasso deve essere gestito con tutti gli attori presenti.
Il punto di arrivo dovrà essere quello di mettere una cornice a tutte le pur meritevoli attività del terzo settore, che unitamente alle prerogative della amministrazione cittadina, dovranno rispondere in modo più efficace ai bisogni materiali e non solo, di persone che cadono nelle fragilità economiche e sociali”.