Dal Comune

Ottava farmacia, pubblicato il bando

Ma nelle carte ufficiali Chivasso trasloca in provincia di Bergamo. Tutta colpa del documento "copia e incolla"

Ottava farmacia, pubblicato il bando

Anche se le scadenze saranno rese note solo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale una determina firmata lo scorso 31 dicembre ha svelato i contorni dell’atteso bando per la gestione dell’ottava farmacia (Comunale) che avrà sede nella zona nord ferrovia.

Ottava farmacia, pubblicato il bando

Si tratta di una «Gara europea a procedura aperta»  per cui nelle scorse settimane erano state presentate alcune manifestazioni d’interesse a cura di farmacisti e imprese (locali e no) anche vicini al Partito Democratico, una situazione preventivata ma che ha causato una serie di malumori tra chi, almeno dal punto di vista politico, non ha santi in paradiso.

Pratica da quasi otto milioni di euro

Tornando al bando, spulciando gli allegati si scopre che alla pratica di gestione (la durata è stata fissata in dieci anni, anche se sul documento in alcune voci si legge trent’anni) è stato dato un valore di 7 milioni 848 mila 93 euro, con un canone d’ingresso di 20 mila euro (da riconoscere una tantum al Comune alla stipula della Convenzione), 20 mila euro per il primo anno di gestione e 40 mila euro a decorrere dal secondo anno di gestione, «Soggetto a offerta in rialzo, da corrispondere al Comune, a prescindere dal fatturato, in 4 rate trimestrali anticipate». In aggiunta, è del 4% la percentuale soggetta a rialzo per la determinazione dell’importo variabile del canone annuo da corrispondere al Comune sul valore di fatturato eccedente il valore di euro 400 mila euro (al netto d’Iva) dei ricavi di ciascun anno come risultanti dalla dichiarazione annuale IVA/bilancio».

La concessione

«La presente procedura – si legge – ha per oggetto l’affidamento, mediante concessione, della gestione della Farmacia Comunale sita in Chivasso (sede farmaceutica n. 8 – zona pianta organica farmaceutica), con durata di anni dieci. Il concedente Comune Chivasso resta il titolare della Farmacia Comunale e la relativa intestazione “Farmacia Comunale” deve essere mantenuta nell’insegna ed in ogni forma di pubblicità della stessa. Il Concessionario è titolare dell’azienda commerciale che è connessa al Servizio e che si impegna a svolgere.
Il servizio non può essere frazionato e suddiviso in più lotti funzionali o prestazionali in quanto costituente un lotto funzionale unitario, non frazionabile senza compromettere la proporzionalità, l’efficacia complessiva, l’economicità della gestione della procedura, nonché rendere eccessivamente difficoltosa, dal punto di vista tecnico-gestionale, l’esecuzione del servizio, con particolare riferimento anche all’utenza».

Sul fronte sede, come abbiamo scritto in un recente passato i vari farmacisti hanno opzionato praticamente ogni vetrina a nord dei binari, «Al concessionario compete pertanto ottenere la disponibilità dei locali nei quali dovrà svolgersi il servizio, i quali dovranno comprendere un numero adeguato di vani, oltre servizi igienici e spogliatoio e che dovranno essere dotati di arredi, beni e attrezzature necessari allo svolgimento del servizio e destinato a vendita e spazio espositivo, a magazzino e conservazione dei farmaci, ad eventuale laboratorio analisi».

Chivasso, provincia di Bergamo

Nell’attesa di conoscere i termini del bando, permetteteci una nota di colore: forse a causa di una svista (o molto più probabilmente per colpa di qualche copia e incolla) Chivasso si è trasferita in provincia di Bergamo…

LiberaMente: “Percorso poco trasparente”

«Sul passato abbiamo già detto molto – afferma Claudia Buo di LiberaMente – un percorso poco trasparente, iniziato la vigilia di Natale dello scorso anno con il “peduncolo” disegnato ad hoc e proseguito con le dichiarazioni del Sindaco prima rilasciate e poi smentite.
Oggi commentiamo il bando, pubblicato il 31 dicembre (sempre molto particolari le date in cui ci si occupa di farmacia a Chivasso). Questo bando, così com’è, fa perdere un’ulteriore occasione alla città di occuparsi davvero dei bisogni dei cittadini.

Se dopo le nostre denunce l’amministrazione ha abbandonato l’idea della gestione comunale diretta, che avrebbe esposto il Comune a rischi economici significativi, il passo successivo non è all’altezza. Il bando è costruito in modo tale che l’unico criterio davvero forte risulti il canone più alto da versare al Comune. Molto meno chiaro è, invece, come verrà garantito un reale servizio di prossimità ai cittadini. La scelta di esercitare la prelazione avrebbe dovuto servire a garantire la gestione pubblica di un servizio essenziale, assicurandone l’erogazione anche in zone meno redditizie.

Non sono previsti servizi aggiuntivi obbligatori per anziani, malati cronici e persone fragili; il tema dei tempi di apertura è affrontato solo dal punto di vista procedurale, senza garanzie concrete per i residenti che aspettano da anni, e nonostante le affermazioni fatte in Consiglio comunale dal Sindaco – “la farmacia dovrà essere aperta entro la fine di febbraio 2026”.In sostanza, il Comune si comporta più come un proprietario interessato a massimizzare un affitto che come un ente pubblico che vuole presidiare la salute sul territorio. E questo, dopo tutto quello che è successo, è davvero poco.

Resta poi una domanda semplice: per che cosa verranno utilizzate queste entrate legate alla farmacia? Noi abbiamo già chiesto che siano vincolate in modo chiaro a interventi a favore delle fasce più fragili e dei servizi sociosanitari di prossimità. Se la maggioranza non avrà il coraggio di scriverlo, lo proporremo noi. Almeno una parte di ciò che oggi viene impostato solo come “incasso” deve tornare in modo visibile e concreto ai cittadini».