«Non ci sono i presupposti per l’attuazione». Si chiude così, in un nulla di fatto, il «pugno di ferro» voluto dal sindaco Claudio Castello e dall’assessore Gianluca Vitale contro i morosi della mensa scolastica. L’idea era di sospendere il servizio per chi proprio non ne voleva sapere di mettersi in regola, ma ora, anche a causa del «muro» sollevato dai dirigenti scolastici, la Giunta è stata costretta ad un passo indietro messo nero su bianco in una delibera.
Mensa, morosi e “panini”: il Comune fa marcia indietro
Il punto è che nessun dirigente scolastico, nonostante le pressioni di questi mesi, ha voluto mettere la propria firma su un documento che di fatto avrebbe “ghettizzato” i figli dei morosi, senza dimenticare i possibili problemi legati a “cosa” avrebbero portato i bambini a scuola per pranzo, nella migliore delle ipotesi cibi lontani anni luce dal concetto di educazione alimentare.
Recupero della morosità solo sulla carta
Stando alle informazioni raccolte, la misura voluta da Castello e Vitale non avrebbe ottenuto grossi risultati nemmeno sul recupero delle morosità pregresse. Abbiamo chiesto più volte (invano) di conoscere i dati reali, ma ad essere state fornite sono sempre state solo “percentuali” che nulla dicono.
A quanto risulta, chi ha pagato ha saldato solo i debiti dell’ultimo anno, in modo da potersi iscrivere a quello in corso, mantenendo tutta la morosità pregressa, anche di anni.
Gli altri Comuni
Sono molti, anche nel Chivassese, i Comuni che adottano misure per contrastare le morosità, ma nessuno è arrivato al punto di chiudere le porte della mensa in faccia ai bambini. C’è chi, ad esempio, ha fissato un tetto di 500 euro superato il quale scatta una segnalazione ai Servizi Sociali, circostanza che porta tutte le famiglie a mantenersi al di sotto di quella soglia.
LiberaMente chiede la rettifica della delibera
Ecco il documento protocollato da Claudia Buo, di LiberaMente.
La sottoscritta Claudia Buo, Consigliera Comunale del gruppo LiberaMente Democratici, con la presente chiede formalmente una verifica e la conseguente rettifica/integrazione istruttoria della deliberazione di Giunta Comunale n. 326 del 29/12/2025, per profili di evidente incongruenza tra contenuto dell’atto e disciplina vigente richiamata.
La deliberazione risulta infatti fuorviante sia nelle premesse sia nel deliberato, poiché descrive l’oggetto della proposta di “revoca” con formulazioni non coincidenti con il testo effettivamente introdotto con deliberazione di Consiglio Comunale n. 7 del 03/02/2025, contenuto nell’allegato “2.Tariffe 2025” (pag. 22/23), dove testualmente si prevede che:
“…qualora l’utente non abbia saldato tutti i debiti relativi all’anno scolastico precedente (per ristorazione scolastica, servizi di trasporto scolastico, pre-post scuole, nido d’Infanzia, centri estivi) non sarà consentita l’iscrizione al servizio mensa scolastica per quello successivo”.
Nella delibera G.C. n. 326 ricorre più volte l’espressione “regolarità dei pagamenti pregressi”, come se l’accesso al servizio mensa fosse subordinato alla totale assenza di debiti pregressi.
La scelta dell’Amministrazione comunale assunta a febbraio 2025, invece, limita espressamente la preclusione all’iscrizione al mancato saldo dei debiti relativi alla sola annualità scolastica precedente. La differenza non è formale: cambia l’estensione dell’obbligo e, quindi, la portata della proposta di revoca.
A conferma di ciò, da documentazione già acquisita tramite precedenti accessi agli atti risulta che alcuni utenti sono stati regolarmente iscritti al servizio mensa nell’annualità in corso, poiché avrebbero saldato l’annualità 2024/2025, pur risultando ancora morosi per annualità antecedenti. Tale evidenza smentisce la ricostruzione della “totale regolarità dei pregressi”. Nel merito si richiede di conoscere quali azioni di recupero dei crediti relativi alle annualità più datate siano state concretamente avviate a tutela dell’Ente (ad esempio: solleciti formali, messa in mora, piani di rientro, affidamento a riscossione coattiva o altri strumenti).
La delibera fonda poi l’impianto motivazionale su presupposti legati a “condizioni organizzative e di sicurezza” rimesse all’autonomia delle istituzioni scolastiche e richiama ASL/Scuole in relazione a ipotesi di “pasto domestico”.
Tali elementi non risultano pertinenti rispetto alla previsione vigente, che disciplina esclusivamente l’iscrizione al servizio comunale in presenza di debiti dell’annualità precedente, senza introdurre né regolare “soluzioni alternative”. La concreta attuazione della norma non richiede interventi organizzativi delle scuole: consiste nella (non) ammissione all’iscrizione, che è atto amministrativo dell’Ente.
Nella parte di proposta di deliberazione, il punto 1 dichiara la previsione “non esigibile” perché subordinata a condizioni non nella disponibilità dell’Ente; il punto 2 propone al Consiglio la revoca della previsione descritta, ancora una volta, come vincolo alla “regolarità dei pagamenti pregressi”.
Entrambe le proposizioni risultano costruite su una ricostruzione non coincidente con il testo vigente e, di conseguenza, orientano impropriamente la decisione consiliare.
Sempre nella parte di proposta di deliberazione, al punto 5, la formulazione “in futuro” appare contraddittoria rispetto all’urgenza sottesa alla proposta, poiché non chiarisce se tali tavoli siano ritenuti necessari già per l’anno scolastico 2025/2026 (quindi con effetti immediati) oppure solo eventuali e successivi.
In assenza di tale chiarimento, l’impostazione dell’atto induce a ritenere che l’Amministrazione, di fatto, intenda non riproporre più – o comunque non rendere operativa – la limitazione all’accesso al servizio mensa introdotta a febbraio 2025, rinviando sine die ogni possibile “soluzione strutturata e condivisa”. Tale ambiguità richiede una precisazione formale e un’istruttoria coerente.
Alla luce di quanto sopra, si chiede:
A) che la S.V. disponga le verifiche di competenza e proceda alla rettifica/errata corrige della deliberazione G.C. n. 326/2025, eliminando le formulazioni improprie (in particolare “pagamenti pregressi” e “non esigibile per condizioni organizzative delle scuole”) e riallineando integralmente il testo dell’atto al contenuto effettivo dell’Allegato “Tariffe” approvato con deliberazione C.C. n. 7/2025;
B) che, prima dell’approdo in Consiglio Comunale, sia trasmessa una proposta correttamente istruita e coerente con il testo vigente (pagg. 22/23 dell’Allegato “Tariffe”), evitando motivazioni non pertinenti e formulazioni equivoche;
C) la trasmissione (o indicazione degli estremi per accesso) degli atti istruttori richiamati nella delibera:parere ASL TO4 prot. 50441 del 02/10/2025;
comunicazioni delle istituzioni scolastiche prot. 0054968/2025 e prot. 0055172/2025;
ogni ulteriore atto richiamato o presupposto;D) un chiarimento formale sul significato operativo del punto 5 della proposta, specificando se i tavoli tecnici siano ritenuti necessari e già programmati per l’A.S. 2025/2026, oppure se siano meramente eventuali e successivi, con indicazione delle ricadute previste sull’organizzazione del servizio e sulla proposta di revoca/limitazione delle condizioni di accesso al servizio mensa;
E) con specifico riferimento alle posizioni morose su annualità pregresse, l’elenco sintetico delle azioni di recupero crediti avviate dall’Ente (incluse eventuali rateizzazioni/piani di rientro attivi, atti di messa in mora, affidamenti per riscossione coattiva o analoghe procedure), nonché i criteri utilizzati per la priorità di recupero dei crediti più risalenti.
Cordiali saluti
Claudia Buo
Consigliera Comunale – LiberaMente Democratici