Il ricordo

Addio a Giorgio Merlo, il poeta delle piccole cose

"Mio papà - ricorda la figlia Enrica - aveva la straordinaria capacità di ridare vita agli oggetti". Tra le sue passioni, musica e cucina

Addio a Giorgio Merlo, il poeta delle piccole cose

E’ mancato all’affetto dei suoi cari Giorgio Merlo, all’età di 92 anni. Un uomo pacato, discreto e dotato di grande umanità, Giorgio Merlo ha lasciato un segno nel suo paese proprio per la sua capacità di non mettersi mai in primo piano. Ex dipendente dell’Autostrada Torino-Milano, ha avuto un profondo rispetto per il lavoro che ha considerato un valore fondamentale. Ha dedicato un infinito amore per la sua famiglia, che ha sempre messo al primo posto della sua esistenza. Amava, inoltre, la vita in ogni sua espressione e sapeva coglierne gli aspetti positivi anche nelle cose più semplici.

Addio a Giorgio Merlo, il poeta delle piccole cose

Numerose sono state le sue passioni. In passato amava le moto, successivamente si dedicò alla cura e al recupero degli oggetti che normalmente vengono gettati via. Dotato di un talento naturale per il riuso e la riparazione, riusciva a dare nuova vita a materiali che molti avrebbero considerato ormai inutili. La sua abilità manuale, unita a una pazienza rara, gli permetteva di trasformare il vecchio in funzionale, dimostrando un approccio sostenibile ma anche creativo alla vita quotidiana.
Questa capacità non era solo un talento pratico, ma anche un riflesso della sua filosofia di vita: nulla andava sprecato e ogni cosa, con attenzione e amore, poteva trovare un nuovo scopo. «Mio papà – ricorda la figlia Enrica – aveva la straordinaria capacità di ridare vita agli oggetti, soprattutto gli elettrodomestici, che nelle sue mani tornavano a vivere come se avessero una seconda possibilità».

I commossi ricordi

«Quando qualcuno se ne va – dice la nipote Annamaria – il primo grande dolore sono le parole mai dette, infinito bisogno di rubare ancora solo un’istante per poter dire tutto ciò che altrimenti resterebbe inascoltato, sospeso nel vuoto dell’addio…e così che è accaduto, anche io ho parole non dette per te… Lo zio “ tuttofare speciale “ eh si sapevi costruire, aggiustare, creare, progettare e sapevi farlo bene. Mai fermo, sempre in movimento sempre pronto a spiegare e a dare una mano se ti chiedevo aiuto Amavi cani e gatti e loro lo sentivano, Misha appena ti vedeva era una festa ma bisognava fare attenzione con i suoi 60 chili.  Te ne sei andato quando faceva troppo freddo, mi piace pensare che forse guardavi il cielo con i tuoi occhi azzurri e non ti sei nemmeno accorto di volarci dentro…sorpresi e impotenti , chi ti ha voluto bene ha dovuto lasciarti la mano, lasciarti l’anima, dovevi essere libero e così hai potuto spiccare il volo nell’immensità. Tua Nini».

Giorgio eccelleva poi nel giardinaggio. Curava le piante con un’attenzione particolare, seguendo un suo personale «manuale» fatto di esperienza e impegno quotidiano. In particolare, andava orgoglioso delle sue piante di limoni, ne aveva parecchie che coltivava in maniera impeccabile. Esprimeva il suo talento anche in un altro ambito: la cucina, vissuta come un’occasione di gioia e condivisione. «Adorava fare le torte – riferisce la figlia Enrica – Mio papà si metteva d’impegno ed era capace di fare torte di ogni genere, cotte al forno. Erano davvero squisite. I suoi dolci accompagnavano momenti di festa, ma anche giornate normali che allietava con la sua amata cucina».

Tra i suoi interessi non mancava la musica: sapeva suonare molto bene la fisarmonica, strumento che rappresentava per lui un altro modo di esprimere la sua sensibilità. Giorgio lascia, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, l’esempio di una vita vissuta con tanta delicatezza e rispetto. Un’esistenza fatta di gesti concreti, e valori autentici che ha trasmesso ai suoi amati figli Enrica, Oriana, Andrea.