L’approvazione del bilancio di previsione per il triennio 2026-2028 da parte dell’ultimo Consiglio comunale di Saluggia rappresenta un punto di svolta strategico per l’Ente, delineando una manovra finanziaria che pone al centro il rigore amministrativo, la tutela sociale e una pianificazione territoriale lungimirante.
Bilancio 2026-2028 tra rigore e alcune scelte strategiche
Sotto la guida del Sindaco Libero Farinelli, l’Amministrazione ha presentato un documento contabile che cerca di bilanciare la razionalizzazione della spesa con la necessità di garantire servizi di alta qualità e investimenti strutturali per il territorio. In un contesto economico segnato da diverse incertezze, il Comune rivendica con fermezza una riduzione delle spese correnti pari a oltre 114.000 euro rispetto all’anno precedente. Questo risultato non è il frutto di tagli indiscriminati ai servizi essenziali, bensì di un’opera meticolosa di ottimizzazione di ogni singola voce di spesa. Tale volontà di contenimento dei costi è ulteriormente corroborata dalla previsione di tagli alla spesa per circa 215.000 euro rispetto ai livelli del 2025, confermando l’intento della maggioranza di agire prioritariamente sull’efficienza interna dell’ente prima di gravare sulla cittadinanza.
Confermate le agevolazioni su IMU e TARI
Nonostante questa linea di austerità, l’Amministrazione ha scelto di confermare integralmente le agevolazioni storiche relative all’IMU e alla TARI, mantenendo per quest’ultima i livelli già previsti nel 2025. Proprio sulla TARI, tuttavia, si è registrata l’astensione dell’opposizione, che ha sollevato dubbi sulla conformità del provvedimento rispetto ai documenti ufficiali a causa della mancanza di comunicazioni dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) circa l’uso delle compensazioni. Accanto a queste conferme, la manovra introduce il principio di equità «chi usa, paga» applicato specificamente alla reintroduzione del costo per i bidoni del verde. Finora il servizio gravava indirettamente sull’intera collettività, mentre ora il costo di circa 50 mila euro complessivi sarà sostenuto dai soli utenti effettivi, contribuendo a generare un avanzo di amministrazione utile in caso di contenziosi.
Reintrodotta l’addizionale comunale Irpef
Una delle novità più rilevanti e dibattute è la reintroduzione dell’addizionale comunale Irpef, mossa definita esclusivamente cautelativa e dettata dal possibile contenzioso con il CIPESS e il MASE. Sebbene questa misura possa apparire parzialmente difforme rispetto alle promesse elettorali, l’imposta servirà a creare un fondo di accantonamento in attesa delle deliberazioni che il Cipess assumerà nel corso del 2026. Qualora l’esito fosse favorevole, il Comune potrà compensare queste entrate nel consuntivo 2027, ripristinando le agevolazioni iniziali senza alcuna ripercussione sui servizi o sulle famiglie. Il sistema delle aliquote Irpef è stato strutturato per garantire la massima progressività fiscale: l’esenzione totale è prevista per i redditi fino a 15mila euro, tutelando così le fasce più deboli. Per le restanti fasce, l’aliquota è dello 0,50% fino a 28mila euro, dello 0,60% tra 28mila e 50mila euro e dello 0,70% oltre tale soglia. Per esemplificare l’impatto reale, il sindaco ha precisato che un reddito di 25mila euro pagherà circa 50 euro annui, mentre uno di 40mila euro arriverà a 137 euro, mantenendo l’imposta contenuta (407 euro) anche per redditi elevati di 80mila euro.
Entrate per 60mila euro
Il bilancio prevede inoltre altre entrate per 60mila euro derivanti dal reintegro dei contributi di costruzione per le pratiche edilizie presentate dal 1° gennaio scorso e un incremento degli oneri di urbanizzazione legato allo sviluppo dell’area SORIN, che prevede aumenti di cubatura e interventi di ripristino interno. Sul fronte degli investimenti, l’Amministrazione punta a rigenerare il territorio attraverso l’accensione di mutui per 950mila euro, con rate di ammortamento da 50mila euro a partire dal 2028, destinati a impianti fotovoltaici e alla riqualificazione del cosiddetto «ecomostro».
In attesa della Cassazione
Questo piano di opere pubbliche resta tuttavia legato a doppio filo alla sentenza della Corte di Cassazione attesa per il 28 gennaio 2026: una vittoria legale sbloccherebbe i 25 milioni di euro destinati al Comune, permettendo di realizzare tutti gli interventi programmati senza alcun aggravio per i cittadini.
Sul piano politico, il sindaco ha evidenziato come l’approvazione sia giunta dopo un percorso triennale che ha finalmente previsto il coinvolgimento della minoranza, la quale ha però preferito rinviare il confronto alla sede istituzionale del Consiglio. L’assenza di emendamenti contrari alle agevolazioni fiscali e tariffarie da parte della minoranza è stata interpretata dalla maggioranza come una forma di condivisione indiretta della linea adottata, volta a garantire la tenuta degli equilibri finanziari e la qualità dei servizi a domanda individuale in attesa di sentenze decisive per il futuro della comunità. La strategia complessiva non mira solo alla stabilità immediata, ma a preparare l’ente alle sfide future, assicurando che ogni azione intrapresa oggi sia funzionale alla sostenibilità dei conti di domani.