L'evento

Ignazio Casti, 45 anni al servizio dell’Arma dei Carabinieri

Nel discorso di commiato, Casti ha ripercorso i valori che hanno guidato la sua vita. I vertici dell'Arma: "E' il prototipo del Comandante"

Ignazio Casti, 45 anni al servizio dell’Arma dei Carabinieri

Il salone polivalente del comune di Livorno Ferraris ha ospitato una cerimonia densa di emozione per celebrare il congedo del Luogotenente Ignazio Casti, che ha guidato la locale stazione dei Carabinieri fino al 31 dicembre scorso.

Ignazio Casti, 45 anni al servizio dell’Arma dei Carabinieri

L’evento ha visto una straordinaria partecipazione di autorità civili e militari, unite per rendere omaggio a una carriera iniziata nel lontano maggio del 1979.
Il sindaco di Livorno Ferraris, Franco Sandra, insieme al sindaco di Saluggia, Libero Farinelli, ha voluto sottolineare il legame profondo tra il territorio e il Comandante, consegnandogli prestigiosi riconoscimenti tra cui un medaglione legato a Galileo Ferraris, un pezzo a tiratura limitata donato dal Comune solo in occasioni speciali. Alla serata hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino, e la consigliera regionale del PD, Simona Paonessa, a testimonianza dell’importanza istituzionale ricoperta dal Luogotenente in questi anni.

La profonda stima dei sindaci

Durante la celebrazione, i sindaci hanno espresso la loro stima profonda affermando che «le doti che la contraddistinguono sono sicuramente il senso di appartenenza che ce l’ha sempre dimostrato, ma soprattutto il saper parlare con la gente, soprattutto la gente per bene che ha bisogno sempre di conforto da parte dell’Arma, ma non per questo meno rigoroso quando era il momento di esserlo».

Sulla stessa scia, il Presidente Davide Gilardino ha voluto evidenziare la fortuna delle amministrazioni locali nel collaborare con l’Arma, dichiarando che «noi istituzioni ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a livello di essere sindaci e di poter avere nelle nostre stazioni la presenza dell’Arma dei Carabinieri. In questi due libri troverai il racconto degli 82 comuni della provincia di Vercelli con qualche chicca, uno per uno, così avrai magari qualche ora per andare a visitare uno di questi 82 meravigliosi gioielli».

Tantissimi i Carabinieri presenti

Anche dai vertici militari è giunto un tributo solenne, definendo Casti come «il prototipo del comandante di stazione», un uomo che è «carabiniere fino in fondo».

La famiglia dei Carabinieri era presente in forze per salutare il proprio Comandante, a partire dai superiori, il Colonnello Pier Enrico Burri e il Maggiore Marco Vivaldi. E poi i tanti militari che hanno condiviso il servizio con Casti, sin dall’inizio della sua avventura in territorio vercellese.

Un momento carico di emozioni è stato sicuramente il discorso di commiato del Luogotenente Casti, che ha ripercorso i valori che hanno guidato la sua vita: «Mio padre mi disse: rispetta le istituzioni che ti hanno accolto. Rispetta i tuoi superiori, i tuoi parigrado, ma in particolare rispetta tutte quelle persone che la vita gli ha resi più sfortunati perché tu eri forte, altri sono stati più deboli. La mia vita mi ha contraddistinto per questo, una parte umana. Avvicinandosi alla data del mio congedo, mi è doveroso un saluto alla cittadinanza, ai suoi rappresentanti, ai miei superiori ed a tutti i militari della stazione. A voi militari va la mia riconoscenza per avermi insegnato che vi sono uomini che nel sudore, nella paura, nell’impegno, sanno meritarsi il rispetto di se stessi e danno il pregio di riconoscersi nel nome carabinieri. È stato per me un onore essere vostro comandante. Un comandante non è tutto: deve circondarsi di uomini in gamba. Non li si accarezza tutti i giorni, come anche i figli si accarezzano di notte quando dormono, ma gli si vuole bene e io vi voglio un mondo di bene. Grazie a mia moglie Gianna e a tutta la famiglia per il loro sostegno, specie nei momenti difficili. Viva l’Italia, viva l’Arma dei Carabinieri».

Tra i presenti anche i parroci del territorio, don Luigi Comin, don Enrico Triminì e don Francesco Fabris Talpo oltre che i rappresentanti di alcune delle associazioni del territorio, tra cui la Pro Loco di Livorno Ferraris che ha preparato il ricco rinfresco.

Per comprendere meglio il valore di questa transizione, si può pensare al Comandante Casti come a un vecchio pino che ha messo radici profonde nel terreno della sua comunità: anche se ora il ciclo naturale lo porta a una stagione di riposo, la stabilità che ha conferito al suolo e l’ombra protettiva che ha offerto per anni rimarranno parte integrante del paesaggio locale.