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IMU, scatta l’aumento sulle seconde case

Approvate le nuove aliquote per le seconde case che passano dal 9,6 per mille al 10,6 per mille, con voto contrario della minoranza

IMU, scatta l’aumento sulle seconde case

L’aumento dell’Imu dal 2026 è stato al centro del consiglio comunale di martedì 30. Il consiglio ha approvato le nuove aliquote per le seconde case che passano dal 9,6 per mille al 10,6 per mille, con voto contrario della minoranza.

IMU, scatta l’aumento sulle seconde case

A illustrare le motivazioni della scelta, l’assessore all’esterno Giuseppe Bergandi. «L’Imu – ha spiegato Bergandi – è contabilizzata tra le entrate destinate alle spese correnti, quindi i servizi e la gestione ordinaria dell’ente. Le spese correnti sono il nostro punto debole. Per questa ragione è necessario un adeguamento. L’aumento dell’aliquota al 10,6 per mille produrrà un gettito presunto maggiore, rispetto alla precedente aliquota del 9,6 per mille, stimato in 42 mila euro all’anno per il prossimo triennio, dei quali 30 mila euro saranno destinati allo Stato, anche per fare fronte agli obblighi legati alla spending review».

A difendere tale posizione è stato il sindaco Marco Formia. «Un aumento non è mai piacevole – ha dichiarato Formia- ma potrebbe diminuire alla luce delle condizioni economiche. Va inoltre considerato che circa il 70 per cento degli immobili presenti nel nostro paese sono prime case: questo significa che tali aumenti sulle seconde case non riguardano la maggior parte dei cittadini».

Di parere opposto la consigliera di minoranza Franca Antonello che ha ribadito la contrarietà. «Non ne percepisco la reale utilità – ha affermato Antonello – soprattutto in un periodo economicamente critico per molte famiglie. Gravare ulteriormente sulla tassazione locale senza garanzie di benefici reali per i cittadini rende questa scelta, a nostro avviso, inutile. Il problema dell’evasione fiscale continua a persistere, e, se tutti i cittadini pagassero regolarmente, non sarebbe necessario ricorrere a tali aumenti. Purtroppo esiste ancora una parte di contribuenti che non adempie ai propri obblighi».

Confermata l’aliquota Irpef per il 2026

Nel corso della seduta è invece stata confermata l’aliquota Irpef per il 2026 allo 0,8 per cento con l’esenzione per le fasce di reddito inferiori agli 8 mila euro. Rimangono invariate per il prossimo anno anche le tariffe della tassa rifiuti (Tari). «Sono però cambiate le scadenze di pagamento – ha precisato Formia – che saranno fissate il 30 giugno, 30 settembre, 5 dicembre: due acconti ed un saldo finale, quest’ultimo da stabilire in base all’approvazione del piano finanziario».

Approvato poi il bilancio di previsione e l’aggiornamento al DUP, punto che ha nuovamente acceso il confronto tra maggioranza e minoranza. Al centro del dibattito, ancora una volta, la realizzazione della nuova scuola primaria: su tale progetto restano distanti le posizioni delle due parti, rappresentando uno dei temi più controversi della politica locale.