Il caso

Dall’Abruzzo a Chivasso: 800 chilometri per non perdere il lavoro

Piero Di Cioccio, di Pratola Peligna, è uno tra i pochi lavoratori ad aver accettato il trasferimento allo stabilimento Sodecia all'ex Lancia

Dall’Abruzzo a Chivasso:  800 chilometri per non perdere il lavoro

La crisi del settore automotive in Italia continua a imporre scelte drastiche e ristrutturazioni industriali complesse. Un caso emblematico di resilienza e pragmatismo emerge dalla vertenza della Sodecia di Raiano, azienda metalmeccanica abruzzese che ha recentemente deliberato la chiusura del proprio sito produttivo per centralizzare le attività presso lo stabilimento all’ex Lancia di Chivasso, in provincia di Torino (ex Fontana Spa)

Dall’Abruzzo a Chivasso: 800 chilometri per non perdere il lavoro

In un contesto occupazionale spesso caratterizzato dal ricorso prolungato agli ammortizzatori sociali, la vicenda di un dipendente sessantenne di Pratola Peligna,  Piero Di Cioccio, si distingue per la determinazione nel perseguire la continuità lavorativa. L’impiegato è tra i pochissimi addetti — meno di cinque su un totale di 39 — ad aver manifestato la piena disponibilità al trasferimento a circa 800 chilometri di distanza dalla propria residenza.

Questa decisione riflette una visione del lavoro intesa come pilastro della dignità personale, preferendo la mobilità geografica alla prospettiva di una cassa integrazione intesa come soluzione definitiva. La scelta richiama storicamente i flussi migratori del passato, quando la ricerca dell’occupazione rappresentava l’unica alternativa alla perdita della sussistenza economica.

Analisi della crisi: Automotive e territorio

La chiusura dello stabilimento di Raiano non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro di deindustrializzazione che colpisce duramente la Valle Peligna. La crisi del settore automobilistico, influenzata dalla transizione energetica e dal calo della domanda globale, ha reso strutturali le difficoltà dei siti produttivi più piccoli o meno integrati nelle nuove filiere.

L’analisi della situazione evidenzia alcuni punti critici della gestione industriale moderna:

  • La fragilità dei siti periferici: Il trasferimento della produzione verso poli più grandi, come quello di Chivasso, risponde a logiche di economia di scala necessarie per la sopravvivenza aziendale.

  • Il limite degli ammortizzatori sociali: Sebbene necessari per gestire l’emergenza, gli strumenti di sostegno al reddito non possono sostituire una visione di sviluppo industriale a lungo termine.

  • Il peso delle decisioni europee: Il dibattito sullo stop alle motorizzazioni termiche previsto per il 2035 continua a generare incertezza, influenzando le scelte delle multinazionali sulla permanenza nei territori.

Verso il tavolo istituzionale del 15 gennaio

Il trasferimento dei lavoratori abruzzesi verso il Piemonte non è ancora un processo concluso. La società Sodecia sta attualmente valutando la sostenibilità tecnica ed economica dell’assorbimento dei dipendenti presso il sito di Chivasso.

Il prossimo 15 gennaio rappresenterà uno snodo cruciale per la vertenza. È previsto infatti un incontro presso la sede della Regione Abruzzo tra i vertici aziendali, le rappresentanze sindacali e le autorità politiche. L’obiettivo della trattativa sarà definire i termini della chiusura di Raiano e verificare se sussistano margini, seppur minimi, per l’attrazione di nuove commesse o per garantire tutele adeguate a chi, per ragioni anagrafiche o familiari, non potrà seguire la produzione verso il Nord Italia.

Impatto sociale e perdite umane

Oltre all’aspetto puramente economico, la delocalizzazione interna comporta una perdita di capitale sociale per il territorio d’origine. La partenza di figure professionali esperte, spesso attive nel tessuto associativo e sportivo locale, impoverisce le comunità di riferimento. La vicenda solleva dunque un interrogativo fondamentale sulla capacità della classe dirigente di creare condizioni di sviluppo che permettano ai lavoratori di non dover scegliere tra il diritto al lavoro e il legame con la propria terra.