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Mark, polemiche e ricordi di chi lo ha conosciuto: “Perdita ingiusta”

L'ex deputata Jessica Costanzo, del Movimento 5 Stelle: "Pensano solo a fare cassa, non alla nostra sicurezza"

Mark, polemiche e ricordi di chi lo ha conosciuto: “Perdita ingiusta”
La notizia della morte di Mark Mariut, travolto da un’auto mentre correva a prendere l’autobus che lo avrebbe portato a scuola, a Chivasso, ha sconvolto l’intera comunità. Una tragedia immensa ma non “inspiegabile”, dato che sono anni che i residenti denunciano la pericolosità di quel tratto, senza marciapiedi o percorsi sicuri per i pedoni (e se ci sono le fermate degli autobus è perché qualcuno le utilizza) nonostante località Abate di San Sebastiano sia abitata da decine di famiglie.

Mark, polemiche e ricordi di chi lo ha conosciuto: “Perdita ingiusta”

Tra i primi a ricordare Mark, studente all’Europa Unita di Chivasso, l’amministrazione di Albugnano, paese dell’astigiano dove il giovane viveva con il padre fino a un anno fa: “L’Amministrazione comunale esprime il proprio più profondo cordoglio e la più sentita vicinanza alla famiglia Mariut per la sconvolgente e improvvisa scomparsa del giovanissimo Mark.
Una perdita così prematura e ingiusta colpisce duramente l’intera comunità, lasciandoci sgomenti e profondamente addolorati. In questo momento di immenso dolore, ci stringiamo con rispetto e silenzio attorno ai familiari, condividendo il loro lutto e il loro smarrimento”.

L’ex deputata Costanzo: “Pensano solo a fare cassa”

Tra le centinaia di commenti alla notizia della morte di Mark, avrà certamente eco quello dell’ex deputata Jessica Costanzo, del Movimento 5 Stelle: “È una vergogna… ci tengono talmente tanto ai loro concittadini che tappezzano le strade di t- red e velox solo per fare cassa e dove servono davvero per difendere la nostra incolumità non intervengono”.

Ora è tempo di intervenire

Su una cosa sola sono tutti concordi: la morte di Mark, così come era stata quella di un altro giovane, venti anni fa, a Monteu da Po, deve spingere chi di dovere (Comune e Città Metropolitana) ad intervenire tempestivamente per la messa in sicurezza della SP590 (come di tutte le altre strade) per evitare che simili tragedie si ripetano. Dieci centimetri di asfalto tra le auto che sfrecciano e la scarpata non possono essere considerate “banchine transitabili”, e se è vero che è impossibile realizzare marciapiedi lungo l’intero tratto da Torino a Casale è anche vero che ci sono situazioni di alta densità abitativa anche al di fuori dei “centri abitati”. Ed è lì che bisogna intervenire.