Enzo Falbo, capogruppo di Fratelli d’Italia dice chiaramente di non aspettarsi nulla da questa amministrazione sempre più divisa al suo interno.
Falbo: «Maggioranza divisa e città ferma: per il 2026 nessuna svolta all’orizzonte»
Spiega : «Onestamente, da questa amministrazione per il 2026 non mi aspetto nulla di diverso da ciò che abbiamo già visto negli ultimi anni.
Il 2025 si è chiuso con una forte divisione interna, una frattura che va avanti da tempo ma che si sta aggravando man mano che si avvicinano le elezioni. In giunta ci sono almeno tre assessori che ambiscono apertamente alla candidatura a sindaco: non è un mistero per nessuno e le tensioni sono ormai sotto gli occhi di tutti».
Non solo mette in luce le spaccature in giunta ma anche in tutta la maggioranza: «Il gruppo consiliare non è da meno: basta rivedere l’ultimo Consiglio Comunale per farsi un’idea della situazione. Abbiamo assistito a una spaccatura evidente all’interno della maggioranza, come dimostrano anche le dichiarazioni del consigliere Peroglio nello streaming della seduta.
Purtroppo, tutto questo avrà ricadute negative sui chivassesi. Cercheranno di far credere di essere uniti, ma la realtà è ben diversa».
Amministrazione
Il discorso si sposta sul fronte amministrativo: «Dal punto di vista amministrativo, continueranno a fare cassa sulle spalle dei cittadini. Le previsioni di entrata dalle multe parlano chiaro, così come l’implementazione delle aree ZTL, dove è evidente che la sicurezza è solo un pretesto mentre l’obiettivo reale sono gli incassi. Risorse che serviranno poi per finanziare interventi di facciata in prossimità della campagna elettorale, con tagli di nastro concentrati negli ultimi mesi per dare l’illusione di un’amministrazione operosa.
Diciamolo chiaramente: quattro anni e mezzo di vuoto, e poi li vedremo “all’opera” negli ultimi sei mesi del 2026 e all’inizio del 2027. Mi auguro che i chivassesi questa volta non si facciano prendere in giro. Tutto sarà volto all’apparenza. Ciò che non è visibile non interessa. A loro non interessa ottenere il consenso dei più fragili, che per noi invece sono al centro delle nostre scelte politiche». Una scoccata sul territorio: «A confermare quanto dico basta pensare alla vicenda del dormitorio: una loro gestione confusa, improvvisata, che ha messo in luce l’assenza totale del Sindaco, incapace persino di sapere cosa accade “in casa sua”. Basta ricordare le due comunicazioni: prima l’appello alle associazioni e ai gruppi politici per chiedere aiuto, poi, pochi minuti dopo, la “soluzione” trovata. Una toppa destinata a scucirsi in breve tempo».
Commercio
Prosegue: «Sul fronte del commercio la situazione è altrettanto chiara: questa amministrazione non ha alcun reale interesse né per il commercio né per i commercianti. Le zone blu ne sono la dimostrazione. Non basta illuminare un campanile a Natale per farci credere che si voglia una Chivasso attrattiva, viva, capace di portare persone e sostenere il commercio locale.
Le manifestazioni sono ridotte al minimo, la cultura è appannaggio di pochi, e le risorse vengono spesso spese per favorire questo o quell’assessore in vista di future ambizioni politiche.
Per quanto riguarda noi di Fratelli d’Italia, continueremo anche nel 2026 a denunciare l’incapacità di questa sinistra nel governare la città, e proporremo soluzioni concrete ed efficaci per colmare i loro vuoti. Continueremo a incontrare i chivassesi, a girare quartieri e frazioni, perché crediamo che l’unico modo per capire i problemi reali sia stare tra la gente e ascoltare. Esattamente il contrario di ciò che fa questa maggioranza, sempre più chiusa nel palazzo e sempre più lontana dai cittadini.
Conclude con una certa amarezza: Se devo dare un giudizio su questi anni di amministrazione e dire cosa mi aspetto per il 2026, rispondo: niente di diverso da quanto già visto. E offro ai cittadini Chivassesi un esempio concreto, invitandoli a rivedere l’ultimo Consiglio Comunale in merito alla discussione sulla mozione di sfiducia. Lì si capisce chiaramente che idea ha questa maggioranza delle istituzioni che noi rappresentiamo e, soprattutto, del ruolo del Sindaco, che dovrebbe esserne il garante».