Clara Marta, capogruppo di Forza Italia a Chivasso (è anche consigliere metropolitano) non ha peli sulla lingua nel dire cosa si aspetta dalla giunta Castello nell’anno appena iniziato.
Marta: «Gli amministratori devono stare fra i comuni mortali e meno sui social»
Esordisce: «Mi aspetto una cosa molto semplice, ma evidentemente non scontata: tornare tra i comuni mortali. Nel senso buono. Perché ho l’impressione che, stando troppo a lungo “a Palazzo”, si rischi di scambiare il governo di una città per la gestione di un profilo social: un po’ di storytelling, qualche foto istituzionale, due hashtag, magari l’ansia da follower… e poi sotto, nella vita reale, i problemi restano, il commercio soffre e la gente si sente lasciata sola. Ecco: nel 2026 mi aspetto meno “influencer” e più amministratori». E lo dice chiaramente: «Se l’idea di amministrare è mettere ZTL e telecamere solo per moltiplicare verbali da 130 euro, allora non stiamo parlando di sicurezza e di qualità della vita, stiamo parlando di una città trattata come un bancomat. La sicurezza non si fa “filosofando” o con la caccia alla multa: si fa con presenza, presidio, prevenzione e scelte mirate. Mi aspetto che le forze dell’ordine e la polizia locale vengano usate per quello che devono fare: presidio del territorio, interventi dove ci sono criticità, pattugliamenti nei punti sensibili e negli orari critici, attenzione concreta alle aree più esposte – stazione in primis – e ai quartieri e alle periferie che vivono situazioni di maggiore fragilità. Anche la tecnologia va usata con criterio: telecamere dove servono davvero, analisi dei dati e controlli mirati. Non un sistema pensato per fare cassa e poi raccontare che “va tutto bene”».
Lo sviluppo
Cambiando argomento passa al tema dello sviluppo: «Nel 2026 mi aspetto che il polo logistico finalmente prenda slancio. È stata una promessa elettorale: ora servono risultati. Chivasso ha una posizione strategica che pochi territori possono vantare, con collegamenti e infrastrutture che la rendono naturalmente un nodo per investimenti, lavoro e indotto. Il punto è trasformare questo potenziale in opportunità reali per la comunità, con tempi, atti e ricadute misurabili. E aggiungo un passaggio per me decisivo: una città è davvero sicura quando è anche curata, controllata, ordinata e viva. Vale per il centro, ma soprattutto per le frazioni, le periferie e i quartieri popolari, comprese le case popolari. Non possiamo tollerare zone abbandonate, montagne di rifiuti, degrado e persone dimenticate: nessun pezzo di città deve diventare terra di nessuno».
E ancora: «Sul welfare non credo nell’assistenzialismo: credo in un welfare che costruisce indipendenza e dignità. Aiutare non significa mantenere; significa accompagnare a formarsi, lavorare, rendersi autonomi. È più difficile, ma è l’unico modo serio di rispettare davvero le persone».
Conclude con il commercio: «Mi aspetto un sostegno vero, anche economico, alle attività e ai negozi che tengono accesa la città ogni giorno. Non bastano eventi sporadici o iniziative “da locandina”: serve una strategia strutturata di rilancio del commercio di prossimità, con ascolto costante, strumenti concreti, semplificazione, misure eque sui tributi locali e una programmazione continua che porti persone in centro e nelle frazioni. Perché quando chiude un negozio non perdiamo solo una serranda: perdiamo presidio sociale, luce, sicurezza, identità. In sintesi: mi aspetto meno effetti speciali e più amministrazione vera. Se nel 2026 arriveranno finalmente strade curate, quartieri seguiti (stazione e periferie comprese), sicurezza reale, commercio che respira e una città più viva. Castello amministra Chivasso da oltre 13 anni, prima come Assessore e poi come Sindaco e mi sembra difficile che le cose possano davvero cambiare, ma se ci fosse un “miracolo” prometto che metterò anch’io un like. Ma quello vero: ai risultati».