La polemica

Scinica e Mastroleo: “Dormitorio chiuso e povertà ignorata”

Duro attacco all'amministrazione guidata dal sindaco Castello da parte di due storici esponenti della sinistra chivassese

Scinica e Mastroleo: “Dormitorio chiuso e povertà ignorata”

A riflettori ormai quasi spenti sulla questione riguardante la chiusura del dormitorio, Giovanni Mastroleo e Michele Scinica, storici rappresentanti della sinistra chivassese, tornano sull’argomento.

Scinica e Mastroleo: “Dormitorio chiuso e povertà ignorata”

«Proprio perché, noi siamo stati tra i promotori più attivi alla creazione del dormitorio ci sentiamo in dovere di ribadire alcuni concetti».
Entrano nel dettaglio: «Circa otto mesi fa, con la pubblicazione del bilancio previsionale, votato dall’intera maggioranza, si evinceva che nel capitolo riguardante il Dormitorio comunale non vi era nessun euro e, come avemmo modo di dire in quell’occasione (proprio su questo giornale), ciò significava la cessazione del servizio.
Si dissero tante cose: “si lavora ad una soluzione alternativa; stiamo coinvolgendo le Associazioni di volontariato; troveremo diversi luoghi dove collocare gli ospiti del dormitorio”. Ad otto mesi di distanza, il 31 dicembre, il Dormitorio viene chiuso definitivamente, ed il coniglio tirato fuori dal cilindro è quello dei locali della Cittadella attigui al Centro Incontro. Una sorta di autogestione da parte dei possibili ospiti che devono badare a loro stessi, in locali con un solo bagno, senza doccia, cercando di andare d’accordo senza dare troppo fastidio».

In molti erano contrari al dormitorio

Affilano le armi: «Che il Dormitorio non interessa a molti è cosa nota, l’allora minoranza, e non la sola, fu contrarissima alla sua apertura. Fin dalle sue origini, fu ostacolato: dal CISS, dall’ASL. Infatti, il CISS, adesso, ha preteso l’uso dei locali per attività proprie, l’ASL si è sganciata da diverso tempo rimangiandosi gli impegni presi con l’Amministrazione (che a suo tempo concesse all’ASL l’uso dei locali comunali della struttura di via Marconi, per i propri laboratori). Da parte sua, l’Amministrazione che, quando lo ritiene, fa la voce grossa presso i due Enti (avendone la maggioranza relativa), per il Dormitorio ha taciuto. Quindi, possiamo dire che il disegno della cessazione del servizio viene da lontano, non è un atto a sorpresa e possiamo dire, anche, che alcuni di coloro che oggi si cospargono “il capo di cenere”, come minimo, sono stati disattenti».

Spiegano che l’apertura del Dormitorio, nelle sue origini, aveva uno scopo ben preciso: accogliere quegli “Esseri Umani” (purtroppo limitato ai soli uomini) che vivono per strada, offrirgli un riparo, soprattutto nei gelidi inverni e un minimo di calore umano. Sottolineano: «Invece, nel tempo, è stato lasciato allo sbando fino a diventare, un “ricovero”, uno strumento per le emergenze abitative che sono in un altro capitolo ed hanno bisogni diversi.
Che i poveracci e gli emarginati non destino attenzioni politiche, anch’essa, è cosa nota.

“Ci aspettavamo una sensibilità maggiore”

Concludono: «Diciamo che da ci aspettavamo una sensibilità maggiore verso questi “pezzi” di società, e con dispiacere, prendiamo atto del fatto che le sensibilità sono diverse da quelle che abbiamo sostenuto».

Giovanni Mastroleo ci tiene a fare una ulteriore riflessione: «Questa brutta storia ha indotto me e alcuni compagni/e ed amici/che, a ragionare su alcuni argomenti che riguardano la parte sociale della attività amministrativa. Sulla sorta di quella che è stata l’esperienza di Chivasso Solidale, e dei temi che questa ha trattato nella sua attività politica. Sentiamo sempre di più che le questioni sociali che riguardano le povertà e le emarginazioni, sono sempre marginalizzate nelle attività amministrative, al punto da offrire il minimo di “decenza” destinando a questi perlopiù risorse che arrivano da Enti superiori o consorziali».

Fa notare come nelle campagne elettorali i programmi sono sempre pieni di paroloni nei confronti dei disagi delle periferie, poi in fase di attuazione vengono fatte scelte che quasi sempre riguardano il “salotto” bello della città e le categorie che “contano” nel tessuto cittadino. Fa un esempio: «Il progetto per il nuovo Teatro (bella cosa, peccato che interessa una parte piccola della cittadinanza) mentre per gli impianti sportivi, che interessano quasi tutti i settori della cittadinanza, poche risorse che bastano appena alla manutenzione. Partendo da questi pochi concetti stiamo pensando di costruire le basi per un programma amministrativo per avviare una riflessione sulle amministrative del prossimo anno».