Il caso

Eternit abbandonato sotto il cavalcavia dell’autostrada

Ennesimo scempio al confine tra Verolengo e Chivasso. Ora per la rimozione dell'amianto dovranno pagare tutti i cittadini

Eternit abbandonato sotto il cavalcavia dell’autostrada

La rassegnazione sta lasciando il posto a una rabbia sorda e profonda tra i cittadini del Chivassese, costretti ancora una volta a fare i conti con l’inciviltà più bieca e pericolosa. L’ultima segnalazione, intrisa di amarezza, giunge da frazione Casabianca. Un residente di Verolengo, infatti, trovandosi a passare sotto il ponte dell’autostrada, ha dovuto assistere all’ennesimo scempio ambientale. Tra le sterpaglie e il cemento, in un lembo di terra già territorio di Chivasso, è stato abbandonato dell’eternit, lasciato lì senza curarsi della sua pericolosità.

Eternit abbandonato sotto il cavalcavia dell’autostrada

Non si tratta solo di degrado visivo, ma di una ferita aperta alla salute pubblica e al decoro, tanto che il lettore, nel denunciare l’accaduto, usa parole pesantissime sostenendo che «per colpa di pochi individui senza scrupoli ci si debba vergognare di essere italiani nel mondo».

Discariche a cielo aperto

L’intero territorio sembra ormai finito nel mirino di svuota-cantine abusivi e cittadini incuranti delle regole, trasformando le banchine stradali e le piazzole di sosta in una discarica a cielo aperto. Non passa settimana, infatti, senza che vengano ritrovati sacchi neri, vecchi elettrodomestici o scarti di lavorazioni edili abbandonati con una sistematicità disarmante. Tuttavia, il ritrovamento della scorsa settimana segna un salto di qualità nel peggio.

L’amianto, materiale tristemente noto per la sua pericolosità se danneggiato o polverizzato, rappresenta una minaccia diretta per chiunque transiti nella zona. La sua presenza trasforma un gesto di inciviltà in un vero e proprio attentato alla sicurezza ambientale, aggravato dal fatto che, come già accaduto in passato, il costo della bonifica non ricadrà su chi ha sporcato, ma sulla collettività.

Senza l’individuazione dei responsabili, che spesso agiscono protetti dall’oscurità o dalla mancanza di telecamere in punti isolati, sarà il Comune, e quindi i contribuenti, a dover sborsare fior di quattrini per la rimozione e lo smaltimento certificato di questo materiale speciale. L’ennesimo paradosso: le tasche dei cittadini onesti verranno svuotate per rimediare al crimine di chi ha preferito avvelenare la propria terra.