E’ polemica alla scuola «Mazzucchelli», che fa parte dell’istituto comprensivo «Dasso». Da una parte i genitori lamentano una continuità di disagi che sta portando molti bambini a casa con bronchiti e influenze (con casi finiti addirittura in ospedale), perché la caldaia va spesso in blocco e quindi le aule sono gelate, dall’altra Palazzo Santa Chiara cerca di fare chiarezza sulla gestione dei guasti.
Aule gelate alla Mazzucchelli, la protesta dei genitori
Il sindaco Claudio Castello ha preso posizione sulla vicenda, dichiarando di non aver ricevuto in precedenza altre segnalazioni riguardanti caldaie in blocco. Secondo quanto ricostruito, la caldaia sarebbe andata effettivamente in blocco lunedì 26 gennaio, ma la ditta incaricata della manutenzione non avrebbe segnalato tempestivamente l’anomalia al Comune. Solo martedì 27, alle 9.26, l’Amministrazione è venuta a conoscenza del problema, inviando immediatamente i tecnici che hanno ripristinato l’impianto entro le 10. 30.
Sotto accusa gli… armadietti
Nonostante la rapidità dell’intervento, resta il fatto che gli alunni hanno dovuto affrontare, come sostengono i genitori, l’ennesima mattinata al freddo in attesa che i locali si scaldassero. Oltre ai problemi meccanici – come ha anche evidenziato il primo cittadino – c’è una questione logistica ritenuta poco attenta alla salute dei piccoli. Sotto accusa, in particolare, la collocazione degli armadietti (per Castello, decisa dalla scuola) dove i bambini si cambiano, situati in una zona dell’edificio molto fredda. Per questo durante le vacanze di Carnevale saranno spostati in una zona più calda.
Finestre troppo aperte
Ma la protesta per ora non si placa: a indispettire ci si mette pure il paradosso delle finestre spalancate durante la pausa pranzo (dalle 12.45 alle 14.30), una pratica che vanifica ogni sforzo della caldaia e restituisce ai bambini aule gelate per le lezioni pomeridiane. Va bene, dicono le famiglie, cambiare aria però non bisogna esagerare.
Continuano a ironizzare polemicamente i genitori sui social: «Chivasso c’è… ma lascia i bambini al freddo».
La richiesta al Comune è unanime: meno burocrazia nelle segnalazioni tra ditte e uffici, e più attenzione alla realtà dei fatti, per evitare che la scuola diventi un focolaio di malattie stagionali a causa di impianti vetusti o gestioni discutibili.