Non passa giorno senza che agenti della Polizia Locale, Carabinieri, volontari della Croce Rossa e, a volte, Vigili del Fuoco, debbano intervenire per cercare di «limitare i danni» commessi da Mario (nome di fantasia), pensionato chivassese con una serie di problemi, anche psichiatrici, che lo hanno già visto subire alcuni TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
Molesta i ragazzi sull’autobus e fa il matto in via Torino
Ma portarlo in ospedale serve a poco, dato che con la stessa rapidità con cui viene accompagnato al Pronto Soccorso di Chivasso Mario esce, tornando in via Torino o incamminandosi verso quella che considera ancora la sua casa, alla periferia della città.
Nelle ultime settimane il pensionato ne ha combinate di tutti i colori.
L’elenco parte dagli autobus del Comune, su cui sale (biglietto tra le mani) fondamentalmente per stare al caldo. A volte si siede al fondo, dorme o ascolta musica con le sue cuffie bluetooth, e quindi non crea alcun tipo di problema, in altre occasioni, invece, è più «carico» e si avvicina agli studenti.
In almeno un paio di occasioni sarebbe apparso alle loro spalle sussurrando alle orecchie parole incomprensibili ma in grado di spaventare studenti delle medie o dei primi anni delle superiori. La scorsa settimana un ragazzo si sarebbe alzato per chiedere aiuto all’autista, mentre alcuni giorni fa due ragazzine sarebbero scese, di corsa, alla prima fermata.
Ne combina di tutti i colori
Quando invece Mario sceglie via Torino, la situazione non migliora.
Ci sono video, che rimbalzano sulle chat dei commercianti, che lo vedono sdraiato a terra davanti alle vetrine dei negozi (a volte balla – sempre supino – sulle note di qualche musicista di strada poco distante), commercianti che non sanno come comportarsi quando invece entra nei loro punti vendita creando situazioni di comprensibile disagio.
Nel pomeriggio di sabato scorso, poi, sarebbe stato bloccato dalla Polizia Locale mentre camminava, sempre in piena isola pedonale, con i pantaloni abbassati.
Difficile considerare Mario come «pericoloso», anche se certamente è una situazione che non si può tollerare oltre, principalmente per la «sua» incolumità.
In questi giorni di basse temperature, nonostante il giaccone giallo che lo protegge dal freddo, non è «normale» che un uomo della sua età trascorra ore e ore su una panchina (all’angolo con via Siccardi come in piazza Carletti) con il suo sigaro in bocca.
I parenti, a quanto risulta anche alle Forze dell’Ordine, non ne vogliono sapere: avrebbero fatto il possibile per aiutarlo, ma negli ultimi tempi la situazione sarebbe peggiorata al punto da «chiudere le porte» anche della casa in cui viveva con la madre.
E sarebbe per questo motivo che Mario avrebbe chiesto in più occasioni l’intervento del 115: «Sono chiuso fuori, non riesco più ad entrare in casa».