Con la spaccata di questa notte ai danni del bar all’angolo tra via Roma e piazza Garibaldi, davanti alla Stazione Ferroviaria, salgono a cinque i colpi della banda del tombino, anche se è più probabile che si tratti del gesto di una persona sola.
La banda del tombino colpisce ancora: e siamo a cinque
Cinque vetrine, cinque tombini usati per sfondare porte e vetrine. Una situazione che preoccupa e che fa nascere più di un dubbio sulla sicurezza “reale” (l’amministrazione sembra preoccuparsi di più di quella “percepita”, anche al centro di convegni…) della città.
Prima la spaccata ai danni della focacceria di vicolo dell’Arco, poi quella al bar «Cappellaio Maso» di viale Matteotti, negli ultimi giorni quelle che hanno mandato in frantumi le porte di un centro estetico e di un bar di via Torino, lato via Regis. In ultima, quella all’angolo tra via Roma e piazza Garibaldi.
Le telecamere? O multe, o niente
Sulla carta in aiuto ai Carabinieri (che non possono essere sempre ovunque) potrebbero esserci le telecamere di sorveglianza del Comune, peccato che le uniche a funzionare siano quelle che registrano le violazioni alla ZTL: o multe o niente, verrebbe da dire.
La preoccupazione dell’Ascom
«La nuova ondata di furti che sta colpendo i negozi e i pubblici esercizi preoccupa profondamente il nostro Direttivo, che esprime piena solidarietà ai colleghi colpiti. Questi episodi causano danni a infissi e arredi spesso ben più ingenti del valore della refurtiva, alimentando un clima di insicurezza che grava su un settore già messo a dura prova».
Carlo Nicosia, presidente dell’Ascom di Chivasso, non nasconde la preoccupazione per una serie di episodi che stanno creando non poche preoccupazioni alla categoria dei commercianti.
«Purtroppo – prosegue Nicosia – non si tratta di fatti isolati: il degrado e il vagabondaggio nel centro città sono fenomeni in crescita che vanno arginati con urgenza. Ho parlato con l’assessore al commercio Chiara Casalino per rappresentare alla Giunta la forte tensione che vivono gli operatori chivassesi, e mi sono confrontato con il sindaco Claudio Castello affinché si compia ogni sforzo possibile per rafforzare la vigilanza.
Siamo certi che il nostro appello riceverà la dovuta attenzione: continueremo a portare avanti le istanze del terziario, un settore che non chiede solo protezione, ma che con la propria presenza contribuisce alla sicurezza e alla vitalità di Chivasso».