A rigor di logica non dovrebbe essere così, ma la parte più interessante dell’ultimo Consiglio Comunale si è rivelata (ancora una volta) quella legata alle «comunicazioni» lette prima dell’appello.
Claudia Buo, di LiberaMente Democratici, ha preso la parola per un intervento sulla ex scuola «Marsan» di via IV Novembre, ormai cavallo di battaglia dell’opposizione che ha fatto proprie le proteste dei residenti. Residenti che, ricordiamo, sono tacciati di essere «tutti filo Buo»: fosse davvero così, in caso di candidatura avrebbe già la vittoria in tasca.
Ex Marsan, basta negare: l’amianto c’è (lo dice l’Asl)
«È bene ricordare – ha spiegato Buo – che fu proprio lei, Sindaco, nel 2017, ad annunciare pubblicamente la chiusura della struttura entro un anno (poi diventati due) preludio al suo abbattimento motivato dalla presenza di amianto. Da allora sono passati quasi dieci anni.
Nel 2019 la sua Giunta ha approvato la chiusura definitiva dell’edificio, affidando ad uno studio esterno la stima dei costi di bonifica e demolizione valorizzati in circa 446 mila euro.
Più recentemente, nel novembre 2024, sempre la sua Giunta ha approvato un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) per la riqualificazione dell’area, che analizza sei possibili scenari: cinque su sei prevedono espressamente la demolizione del fabbricato mentre l’unico scenario che ipotizza un recupero dell’edificio stima costi per almeno un milione 500 mila euro.
Si tratta di un edificio che versa in condizioni di degrado e lo stesso Piano Amianto 2025, redatto dal Comune, conferma la presenza diffusa di materiali contenenti amianto nei pannelli prefabbricati delle pareti, nella pavimentazione e nella canna fumaria classificando come urgente un intervento di risanamento della struttura indicando, tra le opzioni prioritarie, la rimozione completa dei materiali e la demolizione della struttura.
Come gruppo consiliare LiberaMente Democratici, in questi anni abbiamo avanzato proposte chiare e coerenti: demolizione dell’edificio, bonifica dell’area e restituzione dello spazio alla città, come area verde, piazza pubblica o sede di servizi condivisi. Proposte supportate dalla copertura economica necessaria ma ignorate o accantonate.
Nel frattempo, anche la cittadinanza ha alzato la voce: la stampa locale ha più volte denunciato l’abbandono della struttura, mentre un comitato spontaneo di cittadini ha promosso una raccolta firme per chiedere l’abbattimento della Marsan.
Anche questa iniziativa è stata però da voi respinta, con un atteggiamento che consideriamo irrispettoso verso una partecipazione civica consapevole.
È grave che l’amministrazione ignori documenti tecnici, evidenze sanitarie, proposte politiche e iniziative popolari. Governare non significa rinviare all’infinito decisioni necessarie. Significa assumersi la responsabilità di scelte chiare, nel rispetto della salute, della legalità e della dignità urbana.
Chiediamo quindi che si dia seguito alle soluzioni già formalizzate nei documenti approvati dalla Giunta, a partire dall’abbattimento dell’ex asilo Marsan e dalla bonifica ambientale dell’area. È tempo di passare finalmente dalle parole ai fatti, e coinvolgere la cittadinanza nel ripensare insieme il futuro di quello spazio».
Il “colpo di teatro” del sindaco Castello
A questo punto, con un colpo di teatro pari a quello con cui aveva annunciato l’interessamento del Politecnico di Torino (che all’ex Marsan avrebbe realizzato un polo di ricerca, progetto poi naufragato), il sindaco Claudio Castello ha dichiarato che sulla scuola si sarebbero posati gli occhi dell’AslTo4, che in via IV Novembre vorrebbe trasferire alcune attività. Nello specifico, a Nord Ferrovia potrebbe traslocare addirittura il Centro Prelievi ora ospitato negli spazi all’ingresso dell’ospedale, sulla rotonda di via Paolo Regis. Rotatoria che, ricordiamo, dovrebbe presto «sparire».
L’Asl conferma l’amianto
La notizia è stata confermata dalla Direzione Generale, come detto in cerca di uno spazio per il Centro Prelievi, con una serie di «ma»: ad oggi vi è stato un solo sopralluogo, esterno, e i dubbi sono legati alla presenza di amianto e ai costi per lo smaltimento dello stesso (quindi c’è, non raccontiamoci storie), senza dimenticare la «non abbondanza» di parcheggi nella zona.
I residenti Nord Ferrovia
«I residenti del Nord Ferrovia – spiega il portavoce Andrea Rigoni – hanno di nuovo dimostrato, con la consistente presenza in Consiglio Comunale, quanto il problema della Marsan sia attuale e necessiti di soluzioni concrete e in tempi rapidi.
Purtroppo abbiamo assistito per l’ennesima volta ad un colpo di teatro in “stile Politecnico” da parte del sindaco Castello.
L’interesse dell’Asl non è di questi giorni, ma di mesi fa, ma come sempre, finché non verrà risolto il problema dell’amianto nulla si farà.
Ed è questo che sta esasperando i cittadini che, come abbiamo scritto sullo striscione esposto, non voglio più parole, ma fatti concreti.
A fare da contorno alle poche parole del Sindaco, stride il totale silenzio di tutti i consiglieri di Maggioranza, nessuno ha preso la parola per parlare ai numerosi cittadini del Nord Ferrovia presenti in aula, tanti interventi sulle foibe e su Askatasuna, ma il totale silenzio sulla Marsan, il che ci fa capire quanto poco interesse ci sia per il Nord Ferrovia da parte loro e in generale per le problematiche chivassesi».