il caso

Carnevale, scoppia il caso sicurezza: telecamere spente durante la sfilata?

Le domande sollevate da Speranza, Sellaro e Monchietto puntano a verificare se esistano responsabilità specifiche dietro quello che sembra un pericoloso blackout tecnologico

Carnevale, scoppia il caso sicurezza: telecamere spente durante la sfilata?

È stato certamente un bel Carnevale, capace di riportare il sorriso e l’allegria tra le vie del centro con una partecipazione di pubblico che non si vedeva da tempo, ma la festa ha portato dietro di sé non poche polemiche che ora approdano direttamente a Palazzo Caretto a Crescentino.

Carnevale, scoppia il caso sicurezza

Al centro del dibattito non ci sono i costumi o l’organizzazione dei carri, bensì la sicurezza dei cittadini, messa in dubbio da una strana anomalia tecnica notata proprio nel cuore delle celebrazioni in piazza Garibaldi. Un cavo elettrico, fondamentale per alimentare il sistema di controllo della zona, è stato visto arrotolato e rimosso dalla sua posizione abituale, sollevando il sospetto che le telecamere fossero state spente durante il culmine dell’evento.
Per fare chiarezza su questo punto oscuro, i consiglieri di minoranza hanno deciso di muoversi formalmente, presentando un’interrogazione per chiedere conto della gestione della videosorveglianza.

Telecamere spente durante la sfilata?

Nel documento ufficiale si legge: «I sottoscritti consiglieri comunali Carmine Speranza, Salvatore Sellaro ed Ernesto Monchietto chiedono perché durante la sfilata carnevalesca si vedeva un cavo, che solitamente è collegato tra un lampione di piazza Garibaldi e una palazzina limitrofa, arrotolato e adagiato sulla facciata della stessa. Il cavo dovrebbe essere il cavo di alimentazione della telecamera di videosorveglianza di piazza Garibaldi. Tutto ciò premesso, si chiede conferma del corretto funzionamento della sopracitata telecamera e qualora essa non fosse funzionante, saperne il motivo, chi eventualmente ha dato l’ordine di disconnetterla e se gli organi preposti sono stati avvisati. A riprova del corretto funzionamento o meno dell’apparecchio di videosorveglianza, si richiede un fermo immagine della giornata di domenica otto febbraio».

Le domande sollevate da Speranza, Sellaro e Monchietto puntano a verificare se esistano responsabilità specifiche dietro quello che sembra un pericoloso blackout tecnologico. La richiesta di un fermo immagine come prova tangibile mette l’amministrazione nelle condizioni di dover dimostrare, dati alla mano, che la tutela della pubblica incolumità non sia venuta meno proprio nel momento di maggiore affollamento.