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Tra figli e figliastri

Gemellaggio con Betlemme, Claudia Buo di LiberaMente punta il dito sui contributi concessi dall’amministrazione Castello

Tra figli e figliastri

«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri». Claudia Buo, consigliere di LiberaMente Democratici, cita Orwell, nel suo intervento, quando parla di «come» l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Castello gestisca i fondi concessi alle realtà del territorio.

Tra figli e figliastri

Punto di partenza per questa analisi i festeggiamenti per il 60° anniversario del Gemellaggio con Betlemme di Palestina, datato 6 marzo 1966, il cui programma per la parte del Comune prevede (a quanto noto) solo l’esecuzione (domenica 8 marzo, alle 18, in Sala Consiliare) di un «Balletto per dame rappresentato a Torino nell’ultimo giorno di Carnevale del 1653, un raro esempio di spettacolo barocco che unisce musica, danza e narrazione» a cura dell’associazione «Gli Invaghiti» con voci narranti Ivana Negro e Ivan Fabio Perna.

«In Consiglio Comunale – spiega Buo – la maggioranza PD, Sinistra Ecologista e Noi per Chivasso ha dipinto un bilancio fatto di lacrime e sacrifici. Risorse scarse, tagli inevitabili, prudenza obbligata. Nessuno spazio per discussioni, nessun accenno neppure lontanamente critico dai banchi della maggioranza: tutto, ma proprio tutto, diventa sacrificabile pur di mantenere un fragile equilibrio di potere.
Pochi giorni dopo, però, sulle pagine dei giornali, nelle parole dell’assessore al Bilancio lo stesso documento si trasforma miracolosamente in un “bilancio di crescita ed equilibrio”. Una metamorfosi notevole: i tagli diventano virtù, la mancanza di risorse si trasforma in serenità amministrativa. Inutile chiedersi quale delle versioni sia verità e quale no: i numeri, purtroppo, non mentono.

Azzerati i fondi per il sostegno alle famiglie per la cultura. Cancellate le risorse per mostre e iniziative culturali. Tagliati brutalmente sport e cultura. Azzerato il capitolo dedicato alle iniziative culturali di gemellaggio.

E tutto questo mentre, in nome di una sicurezza cui nessuno crede, gli incassi delle multe crescono di circa 600 mila euro l’anno. Evidentemente siamo diventati tutti improvvisamente più indisciplinati. Peccato che la sicurezza reale, tra stazione infrequentabile e vetrine spaccate, racconti una città diversa da quella descritta nei comunicati. Una realtà che Sindaco e maggioranza sembrano non voler nemmeno osservare, figuriamoci affrontare con serietà.

In questo contesto la maggioranza ha bocciato ogni proposta di sostegno concreto alle popolazioni con cui Chivasso è gemellata, mettendo da parte le abituali dichiarazioni di solidarietà. È stato respinto il contributo a un progetto già attivo per un ospedale in Cisgiordania che assiste vittime di guerra e donne vittime di violenza. Non parole, ma interventi reali. Nemmeno i mille 500 euro chiesti da Potere al Popolo sono stati ritenuti sostenibili. Troppi, evidentemente. In quel caso le risorse non c’erano.

E mentre le associazioni devono continuare a stringere la cinghia, improvvisamente, per un singolo evento l’amministrazione trova ben mille 500 euro di contributo diretto, oltre alla Sala Consiliare concessa gratuitamente. Una cifra che, nel contesto attuale, rappresenta quasi l’11% delle risorse destinate ai contributi culturali.

La delibera richiama la celebrazione del gemellaggio con Bethlehem. Ma l’iniziativa finanziata è un concerto di musica barocca torinese. Iniziativa legittima, certo. Resta però difficile comprendere quale collegamento concreto abbia con Bethlehem. In che modo le danze del Seicento possono sostenere le popolazioni con cui siamo gemellati? Forse la musica barocca, oltre al valore artistico, possiede anche virtù diplomatiche e umanitarie che finora ignoravamo.

L’evento, peraltro, non compare nemmeno nel programma ufficiale del 60° anniversario del gemellaggio.

Il dubbio è quindi legittimo: si tratta davvero di cooperazione internazionale o di un’operazione di altra natura? In un anno in cui si taglia ovunque, si concentrano risorse su un’iniziativa isolata, scollegata dagli eventi ufficiali e improvvisamente prioritaria.

Con il 2027 alle porte, qualcuno potrebbe pensare che certe scelte dell’assessore Gianluca Vitale siano assai poco culturali e decisamente più elettorali. Che servano più a costruire consenso che a costruire relazioni o sostenere la cultura.

Quando i soldi mancano per tutti ma si trovano per qualcuno, è politico.

Come scriveva George Orwell ne La fattoria degli animali: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri».