Bloccato in Thailandia a causa dei conflitti in Medio Oriente, Maurizio Carra ha rischiato di non poter partecipare al funerale della mamma Angela. Alla fine, però, è riuscito ad arrivare in tempo, poche ore prima della funzione.
Bloccato in Thailandia, rischia di non esserci a funerale della madre
Il suo non è stato un semplice viaggio di ritorno, ma una corsa contro il tempo per poterle dare l’ultimo saluto.
A parlarne è lui stesso, Maurizio Carra, conosciuto a Villareggia come coordinatore del «Comitato Villareggia: Vita, Ambiente Sviluppo Sostenibile», da alcuni anni impegnato nella mobilitazione contro un progetto di impianto di biometano.
«Ero andato con mia moglie Eleonora – riferisce Maurizio – a trovare nostra figlia Valeria che studia in Asia. Dovevamo partire da Bangkok sabato 28 febbraio ma appena siamo saliti sull’aereo ci hanno fatti scendere. Sono rimasto sorpreso perché non sapevo nulla di quello che stava succedendo. Solo dopo abbiamo capito che il volo era stato cancellato a causa della situazione in Medio Oriente, perché erano previsti scali in zone coinvolte dal conflitto».
Il lungo viaggio verso casa
La compagnia aerea ha provveduto a trovare una sistemazione per i passeggeri in un hotel vicino all’aeroporto e per due giorni Maurizio e la moglie sono rimasti a Bangkok cercando una soluzione per tornare in Italia.
«Abbiamo provato a cercare voli diretti, ma erano praticamente tutti esauriti» riferisce Maurizio.
La situazione, già complicata, è diventata improvvisamente drammatica nella mattinata di lunedì 2 marzo: «Avevo sentito mio fratello per avere notizie di mia mamma e mi aveva detto che la situazione era tranquilla. Poi in tarda mattinata mi ha chiamato mia figlia. Ha detto che mia mamma era mancata».
Una corsa contro il tempo
Da quel momento l’urgenza di rientrare in Italia si è trasformata in una corsa disperata contro il tempo.
«È stato un colpo durissimo – racconta Maurizio – in quel momento ho pensato solo a una cosa: dovevo tornare a casa, a tutti i costi. Non potevo pensare di non riuscire a salutarla per l’ultima volta».
Maurizio e la moglie hanno iniziato a cercare qualsiasi possibile soluzione di viaggio. Telefonate, ricerche online, tentativi di prenotazione: ogni possibilità veniva valutata pur di riuscire a trovare un posto su un aereo diretto in Europa. Nel frattempo in Italia la famiglia stava organizzando il funerale, fissato per il primo pomeriggio di giovedì 5 marzo. Il tempo stringeva e ogni ora che passava aumentava il timore di non farcela.
Alla fine è stata trovata una soluzione complicata ma possibile. «Siamo riusciti a partire prima per Jinan e poi, dopo alcune ore di attesa, per Guangzhou, dove abbiamo trovato un volo diretto per Milano. Sono state le nostre figlie che ci hanno aiutato».
L’ultimo saluto alla madre
Il viaggio è stato lungo e faticoso, oltre undici ore di volo, con la tensione di chi non sa se arriverà in tempo.
Alla fine Maurizio ce l’ha fatta. Poche ore prima della cerimonia è riuscito a raggiungere Villareggia e a dare l’ultimo saluto alla madre.
Un viaggio di ricongiungimento difficile, segnato dall’ansia e dalla fatica, ma anche dalla determinazione di un figlio che non voleva rinunciare a quell’ultimo momento di vicinanza.
Perché, di fronte a un legame così forte, nessuna guerra e nessuna distanza possono davvero essere insormontabili.
Elisa Castellina