Sono bastate 24 ore di pioggia (tra l’altro ampiamente annunciata), per confermare la fragilità dell’intera Collina Chivassese, che ancora non si è rialzata dall’alluvione dell’aprile 2025.
Maltempo, danneggiato il cantiere del ponte di Verrua LE FOTO
Nonostante l’allerta meteo fosse stata diramata, nei giorni scorsi, su ogni canale possibile, ad avere la peggio è stato il (contestato) cantiere legato al ponte sul Po, tra Verrua Savoia e Crescentino. L’innalzamento del livello del fiume, ha infatti spazzato via buona parte del cantiere presente sul letto del Po, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: assi di legno e altri manufatti sono sparsi ovunque, e i due mezzi d’opera telescopici sono di fatto bloccati sotto le arcate. La speranza è che il livello del Po non continui a crescere, in caso contrario i danni potrebbero essere ancora maggiori.
Anche se il cantiere è in carico a Città Metropolitana, la responsabilità di quanto accaduto (come confermano fonti di CMTO) è della ditta che sta eseguendo i lavori.
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Allagamenti a Case Cocetti
Rimanendo sempre nel territorio di Verrua Savoia, lascia perplessi l’allagamento formatosi in località Case Cocetti, lungo la SP111: i fossi non sono riusciti a smaltire l’acqua proveniente dalla collina ad ovest, e solo l’intervento dei tecnici del Comune, coordinati dal sindaco Mauro Castelli, ha evitato il peggio.
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Cavagnolo, ancora a rischio le case ATC
Se il sindaco di Brusasco, Giulio Bosso, ha trascorso la notte a monitorare la rete di rogge e canali del paese, quello di Cavagnolo Andrea Gavazza ha guardato con apprensione il Rio Trincavena, che ha rischiato nuovamente di esondare allagando il piazzale delle case ATC, così come era avvenuto lo scorso aprile causando danni enormi e spingendo Comune e ATC a trovare una soluzione alternativa per mettere in sicurezza le famiglie.
Al momento, però, si è in attesa sia delle nuove palazzine che dei bacini di laminazione che “dovrebbero” essere realizzati a protezione dell’abitato.
Ma ad oggi, nessuno interviene
Tutti progetti ampiamente presentati e discussi, ma che ad oggi restano sulle scrivanie di chi dovrebbe trasformare in realtà quei fiumi di parole. Stato, Regione, Città Metropolitana, tre enti che come un imbuto scaricano ogni responsabilità sui sindaci, gli stessi che “ad esempio” devono trascorrere ore al telefono per chiedere a chi di dovere di mettere in sicurezza la SP590 della Valle Cerrina, che sabato 14, tra Monteu da Po e Lauriano, era un lago.
Come è stato risolto il problema? Con una pala, esattamente come avrebbe fatto nell’XI Secolo un suddito del Marchesato del Monferrato.
Forse, in tutti questi secoli, abbiamo semplicemente “studiato troppo”.
