A Verolengo, nella piccola frazione di Arborea, un episodio che aveva inizialmente suscitato preoccupazione tra i residenti si è fortunatamente concluso con un esito meno grave del previsto.
Furto nella chiesa di Sant’Eurosia
La chiesa di Sant’Eurosia, che si trova proprio nella storica cascina del Piccono, è stata infatti oggetto di un saccheggio avvenuto circa una quindicina di giorni fa. A raccontare l’accaduto è il proprietario della chiesetta, Claudio Allasia, che ha spiegato come con ogni probabilità l’edificio non fosse stato chiuso correttamente, dal momento che non sono stati riscontrati segni di effrazione. L’assenza di danni visibili alle porte o agli accessi aveva inizialmente fatto pensare ad un’azione silenziosa e pianificata. Una volta accortosi del furto, Allasia si è immediatamente rivolto ai Carabinieri della stazione locale guidata dal Maresciallo Antonino Pane, al quale ha sporto regolare denuncia, fornendo anche le fotografie degli oggetti sottratti. Tra il materiale rubato figuravano un paio di statue in legno, alcuni calici e diversi paramenti sacri, oggetti di valore non solo economico ma anche storico ed affettivo per la comunità. Le immagini fornite alle forze dell’ordine avrebbero dovuto facilitare l’inserimento della refurtiva nella banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti dei Carabinieri, nella speranza di intercettarli eventualmente nei circuiti dell’antiquariato.
Denunciati dei minorenni
Le indagini hanno però preso una direzione diversa rispetto alle ipotesi iniziali. A compiere il furto, infatti, sono stati quattro ragazzi minorenni che, si sarebbero spontaneamente costituiti anche se nel frattempo le indagini condotte dai militari dell’Arma già avevano evidenziato elementi investigativi sulle loro responsabilità. I giovani hanno restituito direttamente ai carabinieri di Verolengo tutto il materiale sottratto, permettendo così il recupero completo dei beni.
Un luogo caro
Per loro è scattata la denuncia alla procura dei minori, mentre la vicenda si chiude con il sollievo del proprietario che ha potuto riappropriarsi di un piccolo, ma significativo patrimonio perché in quella chiesa, prima don Giuseppe Boero e ora don Valerio D’Amico celebra le funzioni religioso proprio grazie alla disponibilità della famiglia Allasia.