Da nove anni indossa la stessa maglia con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Per Lorenzo Pavani, il calcio non è solo uno sport, ma una passione di famiglia nata seguendo il papà sui campi da gioco. Oggi Lorenzo è una delle certezze dell’Asd Crescentinese: un calciatore che abbina fisicità e tecnica, con un unico obiettivo in testa: mettersi a disposizione dei compagni per portare a casa il risultato. In questa intervista, ci racconta i suoi inizi, le sfide più dure contro le grandi del calcio professionistico e quel consiglio del mister che porta sempre nel cuore.
Pallone d’Oro, Lorenzo Pavani: «La mia vita in maglia Crescentinese»
Qual è il primo ricordo che hai con un pallone tra i piedi? C’è stata una persona in particolare che ti ha trasmesso questa passione?
«Mi sono innamorato di questo sport grazie a mio papà che sin da piccolo mi portava al campo e pian piano mi sono affezionato molto a questo ambiente. Il mio primo ricordo era il mio primo allenamento, ero molto felice di poter iniziare effettivamente a frequentare questo sport poiché prima non avevo l’età giusta e dopo questo allenamento non mi sono mai più distaccato da questa disciplina».
Ti ricordi la tua primissima partita ufficiale? Cosa hai provato quando hai indossato la maglia della squadra per la prima volta?
«Sinceramente la prima partita non la ricordo perché sono passati ormai nove anni da quel giorno , ma ancora oggi mi emoziona indossare questa maglia».
Se dovessi descriverti come calciatore usando solo tre aggettivi, quali sceglieresti?
«Fisico, duttile e tecnico».
Hai qualche gesto scaramantico o una “routine” particolare che ripeti sempre prima di entrare in campo?
«Si, ascolto la musica per caricarmi».
Qual è stata la partita più difficile che hai giocato finora e cosa ti ha insegnato, al di là del risultato finale?
«Le partite più difficili sono state contro le squadre professionistiche ad esempio Atalanta e Torino, squadre che abbiamo già affrontato. Al di là del risultato ho imparato a non mollare mai cercando di giocare al meglio».
Se potessi “rubare” una qualità tecnica a un grande campione del presente o del passato, quale sceglieresti e perché?
«Se potessi rubare una qualità ad un giocatore sceglierei Ronaldo il fenomeno (Luis Nazàrio De Lima) e gli ruberei il dribbling perché era incredibile nel saltare gli avversari».
Qual è la cosa per te più gratificante in campo? Perché?
«La cosa più gratificante per me è portare a casa il risultato e mettermi a disposizione della squadra anche soltanto aiutando un compagno in difficoltà».
Cosa ti pesa meno fare per il calcio?
«Mi pesa meno fare allenamenti e partite, se potessi lo farei tutti i giorni».
Qual è il consiglio più prezioso che un tuo allenatore ti ha dato finora e che porti sempre con te dentro e fuori dal campo?
«Il consiglio più prezioso che mi ha dato il mio mister, è anche quello che ripete sempre: “quando si gioca a calcio bisogna usare testa, cuore e carattere”».
Hai una tua esultanza “marchio di fabbrica”?
«No, ma mi piace esultare assieme ai miei compagni».