Ambiente

Aria malata a Chivasso, continui sforamenti

Negli ultimi trenta giorni la qualità è stata spesso scadente a causa del meteo stabile e delle emissioni da traffico e riscaldamento

Aria malata a Chivasso, continui sforamenti

Negli ultimi trenta giorni la qualità dell’aria a Chivasso ha mostrato un andamento altalenante, con diversi episodi di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili.

Aria malata a Chivasso, continui sforamenti

Secondo i dati della rete di monitoraggio di ARPA Piemonte, il parametro più critico resta il PM10, per il quale la normativa prevede un limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo.
I valori superiori a questa soglia, evidenziati nei report ufficiali, indicano giornate di inquinamento significativo.

Diversi sforamenti nel mese

Nel corso dell’ultimo mese si sono registrati più giorni con concentrazioni oltre il limite, segnale tipico della stagione invernale nella Pianura Padana. Le condizioni meteo stabili, l’assenza di vento e l’accumulo di emissioni da traffico e riscaldamento favoriscono infatti il ristagno degli inquinanti.
Anche le stime diffuse sui principali portali di monitoraggio indicano valori elevati: in alcune giornate recenti il PM10 ha raggiunto circa 60 µg/m³, superando quindi la soglia giornaliera.
Parallelamente, le concentrazioni di PM2.5, le particelle ancora più fini e pericolose, risultano spesso sopra i livelli raccomandati dall’OMS: una rilevazione recente indica valori attorno a 26 µg/m³, oltre cinque volte la linea guida annuale.

Qualità dell’aria spesso mediocre

L’indice complessivo di qualità dell’aria (IQA) negli ultimi giorni si è collocato frequentemente tra i livelli “accettabile” e “scadente”, con giornate classificate anche come “cattive”.
Questo significa che: la popolazione generale può iniziare a percepire effetti,i soggetti più fragili (anziani, bambini, persone con patologie respiratorie) sono maggiormente esposti a rischi.

Il quadro degli ultimi tre mesi

Allargando lo sguardo agli ultimi tre mesi (gennaio-marzo), emerge un quadro coerente con il trend regionale:frequenti episodi di inquinamento invernale da PM10 alternanza tra giornate discrete e fasi critiche miglioramenti temporanei solo in presenza di piogge o vento.
Si tratta di una dinamica tipica del bacino padano, una delle aree più inquinate d’Europa, dove le condizioni orografiche favoriscono l’accumulo degli inquinanti.

Le cause principali

Tra i fattori che incidono maggiormente sulla qualità dell’aria a Chivasso: traffico veicolare, riscaldamento domestico (soprattutto biomasse), condizioni meteo stabili e inversioni termiche.
I dati dell’ultimo periodo confermano che anche Chivasso continua a fare i conti con livelli di inquinamento non trascurabili, soprattutto nei mesi freddi. I picchi registrati nelle ultime settimane riportano al centro il tema delle politiche ambientali e delle misure anti-smog, sempre più necessarie per ridurre l’esposizione della popolazione.
Piera Savio