Mentre viene annunciata la nuova “zona rossa” in Piazza Garibaldi, emerge che la videosorveglianza in città è quasi totalmente fuori uso. Cittadini e commercianti chiedono risposte immediate. La situazione viene evidenziata da Vittorio Bevilacqua di Futuro Nazionale.
Chivasso al buio: l’80% delle telecamere è spento
“L’annuncio della nuova zona rossa in Stazione non è una vittoria, è la certificazione di un fallimento continuo. Mentre l’Amministrazione sbandiera proroghe e provvedimenti sulla carta, la realtà che emerge dall’ultimo Consiglio Comunale è da brividi: l’80% delle telecamere di videosorveglianza del Comune non funziona. Avete capito bene. Viviamo in una città che si finge sicura, ma che in realtà è cieca. – dice Vittorio Bevilacqua – A cosa serve delimitare zone rosse se poi non c’è un occhio elettronico attivo per identificare chi delinque? Come si può garantire la sicurezza dei cittadini, dei pendolari e dei commercianti se il sistema di controllo è un colabrodo tecnologico? Le risse continuano, il degrado avanza e la risposta del Comune è un monitor spento. È inaccettabile che in una situazione di criticità come quella di Piazza Garibaldi e via Roma, l’unica barriera contro la criminalità sia un sistema guasto per la stragrande maggioranza. Questa non è gestione del territorio, è abbandono. Chiediamo risposte immediate e tempi certi: ripristino immediato di tutti i punti di ripresa, un piano serio di investimenti sulla sicurezza sussidiaria, non solo annunci di facciata, trasparenza totale su quanto è costata e quanto non ha reso la manutenzione finora. Chivasso merita di sentirsi protetta, non di essere presa in giro da telecamere che servono solo come arredamento urbano. La sicurezza non si fa con i comunicati, si fa con i fatti”.