Come avevamo annunciato nel mese di gennaio, l’ala «Monumentale» dell’Ospedale di Chivasso, un gioiello architettonico che nel suo nucleo risale al 1500, si appresta a vivere una profonda trasformazione.
Oncologia, il trasloco al primo piano fa discutere: ascensore fuori uso
L’obiettivo è un ambizioso progetto di riutilizzo e adeguamento normativo che coniuga le esigenze della medicina moderna con la tutela di un patrimonio artistico caratterizzato da pilastri, capitelli, archi a volta e scaloni monumentali.
In attesa della concessione dei fondi regionali, la direzione generale guidata da Luigi Vercellino ha deciso di «metter mano al portafogli» utilizzando risorse proprie per garantire il potenziamento di due servizi chiave, l’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) e il Day Hospital oncologico.
Un disagio non da poco per i pazienti
Lunedì 30 marzo è infatti iniziato il «trasloco» di parte del Day Hospital dal piano terra al primo piano, riorganizzazione degli spazi che permetterà di dare respiro all’SPDC che dovrebbe passare dagli attuali 4-5 posti letto a un totale di 16, in linea con le nuove direttive nazionali.
Il problema, però, è che l’ascensore posto alla sinistra dell’ingresso dell’ala monumentale su corso Galileo Ferraris (accesso abitualmente utilizzato da chi si reca al Day Hospital Oncologico) è fuori uso da mesi, e di conseguenza un percorso da poche decine di metri sale necessariamente alle centinaia.
Al momento, infatti, le strade per raggiungere i nuovi ambulatori al primo piano sono due: o il percorso guidato partendo dall’ingresso su via Regis oppure attraverso il blocco E, lato corso Galileo Ferraris, nei pressi del Pronto Soccorso.
Inutile dire che le due soluzioni rappresentano un disagio non da poco per pazienti che hanno già importanti problemi di salute.
