Il degrado in cui versa il cimitero di Cigliano è la nuova dura polemica sollevata da Bruna Filippi, capogruppo di Innovazione e Tradizione per Cigliano, che ha deciso di dare voce allo sdegno dei cittadini attraverso un’interrogazione.
Il cimitero tra scritte blasfeme e il degrado dei muri perimetrali
La rappresentante dell’opposizione ha voluto sottolineare come la situazione sia ormai arrivata a un punto di non ritorno e che vi è esige risposte immediate poiché quello è il luogo della memoria e del silenzio. Secondo Filippi ci troviamo di fronte a un fallimento su tutta la linea, precisando che non è solo questione di qualche teppista, in quanto sono atti di vandalismo inaccettabili, scritte volgari e blasfeme che offendono tutti, a cui si aggiunge un degrado strutturale con muri che perdono letteralmente i pezzi e l’intonaco che cade.
La critica
Filippi critica poi la gestione delle risorse pubbliche, con particolare riferimento a una spesa di 915 euro effettuata nel dicembre scorso per un servizio sperimentale di vigilanza. La capogruppo ha espresso forti perplessità sulla reale utilità di tale investimento, chiedendosi se questi soldi siano stati spesi bene visto che, se la sorveglianza doveva servire a tutelare i beni comunali, i risultati dicono che è stato un flop totale. Filippi ha poi aggiunto che è inaccettabile che i soldi dei contribuenti vengano usati per soluzioni spot che non lasciano traccia, se non nelle casse di chi incassa il mandato, mentre l’Amministrazione appare impegnata a spendere risorse in opere vistose e interventi acchiappa-voti ignorando però le vere ferite del territorio.
Per Filippi è una questione di priorità politica, sostenendo che questa maggioranza ha scelto di dire sì alle opere di facciata e no alla manutenzione dei luoghi della memoria o a una sicurezza reale e non solo sperimentale. La capogruppo esorta la Giunta a interrompere l’inerzia attuale, ricordando che un amministratore ha il dovere di tutelare il patrimonio pubblico e il decoro dei luoghi sacri.