polemica

Campus delle associazioni tra estintori scaduti e defibrillatori che nessuno sa dove siano

Il Comune sta a guardare

Campus delle associazioni tra estintori scaduti e defibrillatori che nessuno sa dove siano

Se al centro non vi fossero la sicurezza e la «pelle» delle migliaia di persone che ogni giorno varcano il Campus delle Associazioni di via Baraggino, alle porte della città, questa sembrerebbe la solita storia di «scaricabarile».
La situazione, invece, è molto più complessa, e deve fare i conti da una parte con la mancanza di controlli, dall’altra con la solita divisione tra «figli e figliastri» che spesso caratterizza la gestione pubblica chivassese.
Ma andiamo con ordine.

Campus delle associazioni, il caso estintori scaduti

Qualche settimana fa è arrivata in redazione la segnalazione di una lunga serie di «magagne» legate alla sicurezza del Campus, problematiche che in tutta onestà abbiamo impiegato davvero poco a verificare.
Partendo dagli estintori, che dovrebbero essere posizionati all’esterno delle casette di legno (costruite per durare una decina d’anni e ancora in piedi dal doppio), basta anche solo un’occhiata ai cartellini per notare come alcuni abbiano revisioni scadute quindici o vent’anni fa, mentre di altri non è rimasta che la sagoma sulle pareti.
A Palazzo Santa Chiara non hanno ben chiaro di chi sia la responsabilità, ma sicuramente il controllo spetta alla proprietà, ovvero al Comune di Chivasso.
Molte associazioni (per non dire tutte) hanno propri estintori all’interno delle casette, e ovviamente non possono farsi carico di tutto ciò che accade in un’area, ricordiamo, pubblica e accessibile da chiunque.

Defibrillatori “fantasma”

Se anche gli idranti non sembrano essere ben segnalati con le apposite paline (ma funzionano perché vengono utilizzati per irrigare le aiuole, anche se mancano le manichette), il vero nodo è quello legato alla presenza all’interno dell’ex Villaggio Tav di un defibrillatore.
Di questo se ne è parlato anche nel corso dell’ultima Giunta, ma gli «uffici» avrebbero risposto agli assessori guidati dal sindaco Claudio Castello che non ne può essere installato uno a spese dell’amministrazione in quanto nell’area non ricadono almeno cinque mila persone.
Peccato che (e qui viene in aiuto la memoria) con la delibera numero 20 del 23 gennaio 2025 la stessa Giunta Castello non abbia avuto quei problemi varando un «Atto di indirizzo per l’installazione di un defibrillatore semiautomatico esterno – in posizione sempre accessibile a soggetti abilitati all’utilizzo del medesimo nei pressi del fabbricato concesso in uso all’Associazione Lucana Novello» presso gli orti urbani di via Mezzano (foto nel testo).
Associazione che fa da sempre riferimento a Filippo Novello, «grande elettore» e suocero del capogruppo del PD in Consiglio Comunale Stefano Mazzer. Capiamoci: nessuno sostiene che non dovesse essere posizionato alla Club House (anzi, ci auspichiamo un raddoppio dei DAE presenti in città) ma le regole dovrebbero valere tutti.
Per dovere di cronaca al Campus sarebbero presenti tre defibrillatori, acquistati da un «consorzio» di Società Sportive con sede proprio in via Baraggino, ma sono in pochi a sapere dove si trovino e non sempre le sedi sono aperte al pubblico.
«Il DAE va messo al Campus. Punto e basta», tuona un assessore, e a questo punto non resta che attendere le prossime mosse di un’amministrazione che rischia, per l’ennesima volta, di essere accusata di fare figli e figliastri.