Don Mario Viano ha presentato le dimissioni da parroco di Bosconero e San Benigno. La decisione è giunta subito dopo la perquisizione effettuata dai carabinieri forestali lo scorso 12 marzo. Anche le comunità di Caluso e Rondissone sono sotto shock per la bufera che ha travolto il sacerdote di 39 anni, Abate dell’Abbazia di Fruttuaria, al centro di una vicenda ancora nebulosa.
L’inchiesta della Procura di Ivrea
Il nome di don Mario figurerebbe in un’inchiesta della Procura di Ivrea sulla quale vige il massimo riserbo. I contorni dell’indagine, nata da un’operazione dei carabinieri della sezione Forestale di Torino avvenuta a metà marzo proprio in Canavese, non sono ancora stati chiariti. Da quel momento il parroco ha smesso di svolgere la sua opera all’interno delle due parrocchie di cui era titolare.
Il percorso pastorale nel territorio
Prima di arrivare a Bosconero, il volto di don Mario era conosciuto a moltissimi fedeli del Chivassese. Nell’estate del 2019, dopo una parentesi a San Giorgio, Aglié, Ozegna e San Giusto Canavese, era stato inviato a Caluso come vice di don Loris Cena. In quel periodo aveva aiutato la comunità durante l’emergenza Covid attivando la pagina Facebook della Parrocchia per trasmettere in streaming la Santa Messa e le parole del Vescovo Edoardo Aldo Cerrato.
Il legame con le comunità locali
Negli anni trascorsi a Caluso, don Mario Viano aveva stretto un legame molto profondo anche con il compianto don Gino Casardi a Rondissone, paese dove celebrava spesso funzioni religiose, come quella in onore della Madonna di Lourdes nel 2021. Nonostante il successivo trasferimento a Bosconero, il rapporto con i fedeli non si è mai interrotto. Molti parrocchiani, che ora stanno soffrendo per la situazione, lo descrivono come un sacerdote dal comportamento sempre ineccepibile.