Lotta allo spaccio

Arrestato con crack e cocaina: i controlli non si fermano

A preoccupare gli inquirenti è il ritrovamento di crack, considerato una delle droghe più insidiose e distruttive in circolazione

Arrestato con crack e cocaina: i controlli non si fermano

Continua l’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti sul territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Torino.
L’ultima operazione, condotta dai militari della Stazione di Verolengo, ha portato all’arresto di un giovane residente in paese, Christopher F., 36 anni, sorpreso in possesso di sostanze stupefacenti pronte per essere immesse sul mercato.

Arrestato con crack e cocaina

Durante un servizio di pattugliamento mirato, i Carabinieri hanno fermato il ragazzo per un controllo. Secondo quanto siamo riusciti a ricostruire, nelle sue disponibilità sono state rinvenute alcune dosi di crack e cocaina.
Sebbene il quantitativo totale ammonti a pochi grammi, la suddivisione in dosi e il successivo ritrovamento di un bilancino di precisione – tipico strumento utilizzato per la pesatura della droga prima del confezionamento – hanno permesso agli inquirenti di configurare l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio.

Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro. Dopo le formalità di rito presso la caserma, il giovane è stato dichiarato in stato di arresto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il ragazzo è stato trasferito presso il carcere di Ivrea, in attesa dell’udienza di convalida davanti al GIP. Successivamente il 36enne è stato scarcerato.

Nel corso della stessa operazione, un altro giovane di Verolengo è stato denunciato a piede libero mentre un terzo se l’è cavata con la segnalazione alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Monitoraggio delle aree sensibili

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio delle aree sensibili del chivassese e della cintura torinese, volto a frenare il consumo di droghe tra i giovanissimi, e a preoccupare maggiormente gli inquirenti è il ritrovamento di crack, considerato una delle sostanze stupefacenti più insidiose e distruttive attualmente in circolazione. Sebbene derivi direttamente dalla cocaina, i suoi effetti e la rapidità con cui crea dipendenza lo rendono un rischio di natura differente.

La pericolosità del crack

La pericolosità del crack risiede nella sua farmacocinetica, ovvero nella velocità con cui raggiunge il cervello: quando viene fumato, infatti, raggiunge i polmoni e passa istantaneamente nel sangue, arrivando al cervello in meno di 10 secondi e producendo un’euforia (il cosiddetto rush) molto più violenta e intensa rispetto alla cocaina sniffata.
L’effetto svanisce rapidamente, in media dai 5 ai 15 minuti, e poiché la discesa (il down) è immediata e accompagnata da profonda depressione e ansia, l’utilizzatore è spinto a consumare nuovamente la sostanza subito dopo, creando una dipendenza compulsiva anche dopo pochissime assunzioni.
Il crack è spesso definito una “droga povera” rispetto alla cocaina, non perché costi necessariamente meno al grammo, ma perché viene venduta in micro-dosi (le “pietrine”) a prezzi molto bassi (anche 5-10 euro). Questo lo rende accessibile a fasce di popolazione più vulnerabili e giovanissime, accelerando il degrado sociale e la microcriminalità nelle aree di spaccio.