Che l’area della stazione ferroviaria di Chivasso non sia sicura, lo si capisce dalla proroga della «Zona Rossa» disposta dalla Prefettura di Torino. Senza «pericoli» concreti e reali, il provvedimento non sarebbe mai stato firmato.
Ma il vero problema è che «nonostante» la vigilanza rafforzata non passi giorno senza che si verifichino episodi che rendono l’area assolutamente da evitare, alla faccia di chi continua a nascondere la polvere sotto il tappeto.
Ennesima scazzottata in stazione
E così, nella serata del 6 aprile, Lunedì dell’Angelo, le persone in attesa dei treni in partenza o in arrivo non hanno potuto fare a meno di assistere all’ennesima scena poco edificante.
Una rissa, tra due dei personaggi che continuano a bivaccare in piazza Garibaldi, che si è poi conclusa con una testata sferrata con una violenza tale da rompere un naso. Grida e sangue ovunque, tanto che tutte le persone «normali» presenti hanno preferito allontanarsi.
A terra, ben evidenti tra le due panchine, le vistose «tracce ematiche» che confermano la ricostruzione dei testimoni.
A quanto risulta le Forze dell’Ordine non sono state allertate, ma in ogni caso sarebbe cambiato poco.
La paura
Come detto, quanto avvenuto lunedì non è un caso isolato, dato che alcune settimane fa le telecamere di sorveglianza della Stazione hanno fissato il pestaggio subito da un chivassese, ad opera di un uomo apparso come dal nulla e che ha poi riversato contro di lui un’ondata di pugni e calci in faccia, quando l’avversario era già a terra.
Colpi sferrati con una violenza tale che la vittima, il giorno dopo, è tornata all’ingresso della Stazione per cercare, a terra, i propri denti…
Sicuramente questi episodi non sono un bel biglietto da visita per una città che da sei mesi deve fare i conti con una «Zona Rossa» che, tralasciando le dichiarazioni roboanti dei politici, ha portato davvero scarsi risultati.