In vista delle prossime sfide elettorali, Enzo Falbo (Fratelli d’Italia) analizza lo scenario politico locale, sottolineando l’importanza dell’unità della coalizione e criticando aspramente l’operato dell’attuale amministrazione.
Falbo, “Mai con Vitale”. Centrodestra blindato
Si parla già di grandi manovre per le amministrative. Come si sta muovendo il centrodestra?
«Ci siamo recentemente incontrati per un confronto tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e le liste civiche presenti in Consiglio. Con un obiettivo chiaro: andare uniti come centrodestra, poiché oggi non esistono attriti personali o di partito che giustifichino una divisione. Rispetto al 2022, la nostra posizione è più solida: siamo tutti rappresentati in Consiglio Comunale, fatta eccezione per la Lega, che resta comunque un interlocutore fondamentale con cui dialogare. E certamente l’esperienza maturata in questi anni di opposizione è servita anche a farci crescere come coalizione».
Le prossime elezioni potrebbero avere delle regole diverse rispetto alle precedenti, qual è la sua visione e soprattutto potranno esserci effetti importanti?
«Il quadro generale è in evoluzione. Bisogna considerare che tutto cambierà in base alla prossima legge elettorale che prevede la vittoria in caso di superamento del 41% . Questo scenario rende ancora più necessaria una sintesi forte. Guardiamo con attenzione anche a ciò che accade a livello nazionale e regionale, sapendo che il 2027 sarà un anno cruciale che vedrà al voto le grandi città come Torino, Roma e Milano. Facendo riferimento alla legge elettorale se fosse entrata in vigore già nell’ultima consultazione amministrativa, noi, centro destra avremmo vinto, con Clara Marta».
Quando verrà ufficializzato il nome del candidato Sindaco?
«Non vogliamo ripetere l’errore del passato, quando il nome uscì solo negli ultimi tre mesi. Secondo me, entro ottobre il candidato deve essere definito. Al momento osserviamo la Sinistra, dove la sintesi tra PD, liste civiche e AVS appare molto complessa. Per quanto ci riguarda siamo pronti a sostenere il candidato che verrà scelto dalla coalizione. Clara Marta ha fatto il nome di Emanuel Bava, ma lui già la scorsa volta aveva espresso riserve per motivi lavorativi. Tuttavia, come Fratelli d’Italia, non ci interessa solo “fare nomi”: stiamo lavorando per costruire una classe dirigente preparata, persone che sappiano gestire una delibera o una determina dal primo giorno di governo. E se dovessimo esprimere noi un candidato posso dire che abbiamo uomini e donne in grado di farlo».
Ci sono margini per alleanze più larghe, includendo altre liste civiche?
«Sono stato molto netto su questo: Fratelli d’Italia non si alleerà mai con un’eventuale lista di Gianluca Vitale, come qualcuno avrebbe ipotizzato. Non possiamo accettare coalizioni con chi proviene dalla Sinistra o è stato organico a quello che considero il “disfacimento” di Chivasso. La nostra identità è chiara: partiamo dai due partiti della coalizione, dalle civiche attuali e dalla Lega, restando aperti solo a chi vuole condividere seriamente il nostro percorso».
E con Vannacci?
«Per ora è prematuro parlarne, vediamo cosa succederà a livello nazionale».
Quali sono i punti più critici dell’attuale gestione cittadina?
«Credo serva un cambio di rotta totale. L’Amministrazione attuale è troppo ideologica. Sui lavori pubblici, ad esempio, manca controllo: un assessore dovrebbe stare in strada a verificare i ripristini dei cantieri, non chiudersi in ufficio. Ricordo la professionalità di figure come Barberis, che andava personalmente a controllare che il manto stradale fosse perfetto dopo i lavori».
Sulla sicurezza la polemica è stata molto accesa, specialmente riguardo alla “zona rossa”. Qual è la sua posizione?
«L’Amministrazione ha sostanzialmente demandato le proprie responsabilità all’Arma dei Carabinieri. Io preferirei annunciare che la zona rossa non serve più perché il problema è stato risolto, non vantarmene come se fosse un successo aver ottenuto la sua proroga. In passato usavamo l’unità mobile nei quartieri come deterrente; oggi i cittadini chiamano i giornali o le forze dell’ordine perché sentono che il Comune non dà risposte rapide».
Un ultimo pensiero sul sociale e sulle associazioni.
«C’è un bisogno enorme di ascolto. Penso al tema del “Dopo di noi”, che preoccupa moltissimo le famiglie dei ragazzi disabili, ma dobbiamo dire che su questo tema la Regione Piemonte, in particolare l’Assessore Maurizio Marrone, sta lavorando bene ed è un ottimo interlocutore con cui dialogare insieme alle famiglie. Senza parlare della gestione del dormitorio comunale dove l’attuale maggioranza ha dimostrato incapacità a gestire il problema. Anche nel rapporto con lo sport e la cultura serve meno clientelismo: la cultura deve essere aperta e non monotematica».
In conclusione, vede una vittoria possibile nel 2027?
«Sono molto ottimista. Il centrodestra ha le carte in regola per vincere e abbiamo molti giovani validi che meritano di governare la città con un programma solido e una visione unitaria».