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Il GSE rivuole 849 mila euro dal Comune: è polemica

La vicenda si inserisce in un quadro normativo preciso, che impone agli enti pubblici di accantonare risorse in presenza di contenziosi.

Il GSE rivuole 849 mila euro dal Comune: è polemica

Nel corso del Consiglio comunale di Cigliano, la discussione sulla variazione di bilancio ha assunto fin da subito i contorni di un confronto complesso, segnato da una questione che pesa in modo determinante sui conti dell’ente: la richiesta del Gestore dei Servizi Energetico di ricalcolare gli incentivi legati agli impianti fotovoltaici e di ottenere la restituzione di una somma rilevante già erogata negli anni passati.

Il GSE rivuole 849 mila euro dal Comune: è polemica

La vicenda si inserisce in un quadro normativo preciso, che impone agli enti pubblici di accantonare risorse in presenza di contenziosi. Per questo motivo l’Amministrazione ha deciso di vincolare 869.840 euro dell’avanzo libero al fondo rischi. «È una scelta di prudenza – è stato spiegato durante la seduta – perché la normativa prevede che, in caso di contenzioso, il Comune debba accantonare le somme necessarie a coprire un’eventuale soccombenza».
A chiarire nel dettaglio l’origine della questione è stato il sindaco Giorgio Testore: «Tutto parte dal 2012 quando il Comune di Cigliano ha investito negli impianti fotovoltaici aderendo a un sistema di incentivazione che era legittimo. In quegli anni abbiamo semplicemente applicato le regole previste, senza chiedere nulla di più rispetto a quanto ci veniva riconosciuto».

Negli anni successivi, gli incentivi sono stati regolarmente percepiti e utilizzati per finanziare servizi per la comunità per sostenere spese correnti e servizi. Non sono somme ferme in un cassetto». Il problema, ha spiegato, nasce quando il GSE decide di rivedere i criteri di calcolo. «A distanza di anni ci viene chiesto un ricalcolo retroattivo, passando da 0,246 a 0,189 euro per kilowattora, e soprattutto ci viene chiesto di restituire somme già incassate e già utilizzate. Questo è l’aspetto più critico».

“Richiesta ingiustificata”

Una richiesta che l’amministrazione ritiene ingiustificata, tanto da aver deciso di impugnarla davanti al TAR del Lazio. «Riteniamo che non sia corretto – ha sottolineato Testore – perché un ente pubblico non può trovarsi a restituire oggi risorse che sono state legittimamente utilizzate negli anni passati. Per questo abbiamo scelto di costituirci in giudizio». Tuttavia, la scelta di opporsi non elimina il rischio. «Fino a quando non ci sarà una pronuncia – ha aggiunto – dobbiamo comportarci in modo prudente. Non possiamo ignorare il rischio, perché sarebbe irresponsabile».
Ed è proprio questa prudenza a guidare la decisione di accantonare l’intera somma richiesta, bloccando di fatto una parte significativa delle risorse disponibili. Una scelta che ha conseguenze dirette anche sulla gestione corrente: la riduzione degli incentivi comporta infatti una minore entrata di circa 75.000 euro all’anno, destinata a diventare strutturale.

Critica la minoranza

Su questo scenario si è innestato il confronto politico. Dai banchi della minoranza è arrivata una critica netta all’impostazione adottata. «Oggi ci troviamo ad affrontare due emergenze – ha dichiarato l’ex sindaco Diego Marchetti – accantonare 849mila euro e gestire una riduzione delle entrate. Ma la vostra risposta è quella di bloccare le risorse subito e di intervenire con tagli su sociale, scuola e servizi. È questa la vostra idea di priorità? Avrei scelto un accantonamento progressivo distribuendo nel tempo l’impatto di questa cifra, se possibile, invece di immobilizzare tutto subito».

Le preoccupazioni riguardano anche il futuro dell’ente. Con un avanzo libero ridotto a circa 250.000 euro, la capacità di affrontare eventuali emergenze appare limitata. «Come pensate di gestire situazioni impreviste – prosegue Marchetti – soprattutto in un contesto internazionale incerto, con possibili aumenti dei costi energetici? I tempi della giustizia amministrativa sono lunghi e difficilmente prevedibili. Parliamo di anni, quattro, cinque, forse sei. In questo periodo può cambiare tutto». In un contesto già segnato da instabilità economiche e geopolitiche, la scelta di immobilizzare una quota così rilevante di risorse viene vista da alcuni come un rischio aggiuntivo.

La vicenda del GSE si conferma così come un passaggio cruciale per l’Amministrazione di Cigliano. Non è soltanto una questione tecnica o legale, ma una decisione che incide profondamente sulle prospettive future del Comune.