Nelle vene di Lorenzo Dell’Olmo, difensore del Livorno-Bianzè, scorre una passione tramandata di padre in figlio sul rettangolo verde del proprio paese. Lorenzo non è solo un difensore fisico e veloce. In questa intervista, il giovane calciatore ci racconta il suo legame con le origini, la stima per le leggende del passato come Paolo Maldini e quella filosofia del «non mollare mai» che lo guida in ogni contrasto.
Il muro del Livorno-Bianzè che sogna di esser come Maldini
Qual è il primo ricordo che hai con un pallone tra i piedi?
«Il primo ricordo che ho con un pallone tra i piedi è di quando avevo 6 anni alla squadra del mio paesino, Bianzè. Una persona che potrebbe avermi trasmesso questa passione è mio padre, giocava anche lui alla mia età, stesso ruolo».
Ti ricordi la tua primissima partita ufficiale? Cosa hai provato quando hai indossato la maglia della squadra per la prima volta?
« La prima partita ufficiale non me la ricordo, ma penso di aver provato una grande emozione».
Se dovessi descriverti come calciatore usando solo tre aggettivi, quali sceglieresti?
«Grintoso, Veloce e Fisico».
Hai qualche gesto scaramantico o una “routine” particolare che ripeti sempre prima di entrare in campo?
«Non ho nessun gesto scaramantico, ma prima di una partita ascolto musica».
Qual è stata la partita più difficile che hai giocato finora e cosa ti ha insegnato, al di là del risultato finale?
«La partita più difficile che ho giocato finora è stata l’anno scorso contro il Gassino, il risultato finale è stato di 0 – 0, mi ha insegnato di non mollare mai al di là della squadra che si ha davanti».
Se potessi “rubare” una qualità tecnica a un grande campione del presente o del passato, quale sceglieresti e perché?
«Ruberei la capacità di tecnica di Maldini sull’anticipo sugli interventi difensivi».
Per te è più gratificante segnare un gol spettacolare o fare un recupero difensivo/un assist decisivo che salva la squadra? Perché?
«Essendo un difensore mi immagino più a fare un intervento difensivo decisivo per la mia squadra».
Cosa ti pesa meno fare per il calcio?
«La cosa che mi pesa meno nel calcio è l’allenarsi sotto la pioggia, perché nel farlo c’è anche divertimento».
Qual è il consiglio più prezioso che un tuo allenatore ti ha dato finora e che porti sempre con te dentro e fuori dal campo?
«Il consiglio più prezioso che mi ha dato il mio allenatore, Brusa Diego, è di non sottovalutare mai chi si ha davanti, il pallone rotondo».
Se segnassi il gol vittoria nella finale del tuo torneo dei sogni, come esulteresti?
«Probabilmente esulterei correndo tra le braccia dei miei compagni, attualmente non ho un esulatanza».