L'intervista

Bruno Prestia: «Dialogo aperto sui candidati sindaco, nessun veto, solo confronto»

Il rappresentante della civica «Per Chivasso» traccia il bilancio del mandato e apre sul futuro del centrodestra e della città

Bruno Prestia: «Dialogo aperto sui candidati sindaco, nessun veto, solo confronto»

Bruno Prestia, rappresentante della lista civica Per Chivasso siede sui banchi della minoranza. Con lui una luna chiacchierata sulle amministrative del prossimo anno passando da quanto si è fatto a cosa si dovrà fare.

Bruno Prestia: «Dialogo aperto sui candidati sindaco, nessun veto, solo confronto»

Manca poco più di un anno alle elezioni, la sua lista civica che da ormai 4 anni siede in Consiglio si ripresenterà?

«Quattro anni fa abbiamo preso un impegno preciso: occuparci della nostra Città. E lo stiamo facendo. Abbiamo mantenuto la nostra identità civica con grande passione e lavoro, con presenza fisica costante sul territorio, dalle raccolte firme come la petizione sulla sicurezza e presidio in stazione, ai tanti eventi pubblici e dibattiti che abbiamo organizzato, su argomenti di grande rilievo: dai fondi europei ai talenti cittadini, dalla prevenzione e dai temi della salute alla sicurezza cittadina. Quindi la risposta è certamente affermativa: non valorizzare questi anni di lavoro sarebbe irrispettoso, sia verso chi ci ha votato quattro anni fa permettendoci di essere in Consiglio, sia soprattutto verso i tanti cittadini che in questo periodo si sono avvicinati, apprezzando il nostro modo di lavorare».

Falbo e Marta, rispettivamente FdI e Fi, insistono che il centro destra- ovvero i loro due partiti più lega e le due civiche -deve andare unito. Condivide?

«Faccio una premessa, per dovere di cronaca: il primo incontro di cui si è scritto la scorsa settimana, è stato organizzato proprio dal sottoscritto, perché ritenevo e ritengo che sia importante, ora più che mai, iniziare a sedersi e ragionare insieme, partendo dai gruppi consiliari per poi estendere l’invito a chi ha fatto parte della coalizione alle ultime elezioni come la Lega. Partito del centrodestra che a Chivasso ha un nuovo segretario, col quale tra l’altro come lista civica abbiamo collaborato positivamente sulla questione stazione e sulla Carta di Chivasso. Il centrodestra unito è sicuramente il primo obiettivo, ma deve essere accompagnato da una candidatura realmente condivisa e capace di portare le sensibilità di ogni gruppo che faccia parte della coalizione. Un’unione fine a se stessa servirebbe a poco se mancasse tutto il resto. Se si vuole governare, infatti, bisogna farlo in sintonia e bene. È giusto che a livello politico sia il primo partito a iniziare i ragionamenti. Ma non bisogna dimenticare un aspetto importante: a Chivasso le liste civiche storicamente hanno avuto un peso decisivo e bisogna tenerne conto. E la nostra lista Per Chivasso è un gruppo civico che si è rafforzato molto durante questo mandato».

E’ prematuro parlare di candidato sindaco, oppure c’è già qualche nome su cui iniziare il confronto? Uno potrebbe essere Carlo Giacometto con cui lei condivide numerosi progetti?

«Non è mai prematuro parlare di un candidato se viene fatto ascoltando i pareri e le sensibilità di ognuno. E tutto ciò dovrebbe avvenire qui a Chivasso, senza demandare la decisione ad altri tavoli che non conoscono la realtà cittadina. Arrivare poi a due mesi dalla tornata elettorale credo non giovi a nessuno, anzi è addirittura penalizzante. Un nome su cui iniziare un confronto? Come ho detto a porte chiuse, credo sia giusto partire guardandoci in faccia tra coloro che oggi sono seduti in Consiglio e stanno lavorando per la nostra Città. Non sono mai stato per le imposizioni, non sono parte del mio modo di intendere la politica. Su Carlo Giacometto, posso dire che è in primis un carissimo amico, con cui condivido da anni molti progetti: proprio per questo e lo ringrazio ancora pubblicamente. È un politico capace, con grande esperienza, moltissime ed utilissime relazioni ad alti livelli istituzionali, è quindi una risorsa per quanto mi riguarda, molto importante; sicuramente lui non vuole essere un problema…Ma forse questa domanda dovreste farla a lui, io ho già espresso qualche riga più su il mio pensiero».

E con Vannacci avete già iniziato un dialogo?

«Vittorio, referente locale di Futuro Nazionale, è un amico da tanti anni, ci sentiamo spesso a prescindere da questa sua nuova avventura. Come ho avuto modo di dire, se questa realtà esiste, a mio avviso bisogna tenerne conto, poiché facente parte dell’orbita di centrodestra. Noi non abbiamo riferimenti né vincoli partitici, né tantomeno mettiamo o accettiamo veti. Tra persone intelligenti ci si può sempre sedere per ragionare… Le questioni che dipendono dal quadro politico nazionale le lasciamo a chi né fa parte. Se posso fare una battuta, forse a livello di comunicazione non giovano certi post…Capisco il volersi ritagliare uno spazio, ma non a scapito dei potenziali alleati. Ribadisco però che è una questione di cui se ne devono occupare in primo luogo i partiti, anche se noi non rinunceremo di certo a dire la nostra».

Con i colleghi del centro destra come è stato il rapporto?

«Penso che ciascuno abbia portato avanti le proprie battaglie secondo le proprie sensibilità. Essere al primo mandato, come nel mio caso, ti porta a cercare di fare il meglio possibile, dando spazio a tutte le istanze che raccogliamo, con presenza sul territorio e soprattutto parlando e ascoltando i cittadini. Essendo un gruppo civico, non abbiamo nessun tipo di vincolo su temi o argomenti. Posso anche dire che in sede di Consiglio il supporto alle varie istanze c’è stato da ogni gruppo di opposizione, che è la cosa più importante».

E sulle manovre del centro sinistra, già ampiamente iniziate, cosa ne pensa?

«Penso che il centrosinistra sia in campagna elettorale da quattro anni, lo dimostra a mio parere, il tipo di attività amministrativa svolta fino ad oggi e che sicuramente vedremo ancora di più in quest’ultimo anno. Sulle loro questioni interne non ci entro, non è mai stata la mia metà campo. Penso che i cittadini sappiano valutare l’operato di questi anni, che sono il prosieguo di diversi mandati precedenti».

La sua priorità per Chivasso?

«Sicurezza, manutenzione, sguardo al futuro. Senza tralasciare le fasce più giovani, quelle più in difficoltà, chi ha disabilità e si trova a combattere giornalmente con barriere architettoniche e non solo. La Chivasso di domani non deve lasciare indietro nessuno. Abbiamo bisogno di lavorare sulla valorizzazione della stazione e del nostro ospedale, vorrei portare avanti nuovamente la questione apertura farmacie, bisogna lavorare sul decoro pubblico e sui servizi essenziali per le persone. Chivasso deve tornare ad essere capofila del territorio, incentivando commercio, turismo cultura, i grandi eventi, andando a bussare le porte giuste nelle istituzioni superiori, insomma deve cambiare marcia, perché è oltremodo necessario. I chivassesi meritano molto di più. Ecco perché c’è bisogno di nuove energie, non solo di vecchi equilibri, ma di gente che abbia voglia di metterci la faccia».