Ci sono persone che tutti conoscono e tutti salutano senza nemmeno saperne il cognome. E’ il loro volto, il loro ruolo nella società, a contare più di un documento, un certificato, un titolo di studio.
Addio Angelo, “gran custode” del Canale Cavour
Quando, nella mattinata di ieri, martedì 5 maggio, ha iniziato a correre la notizia della morte di «Angelo del Canale Cavour» tutti hanno subito capito chi fosse la vittima del malore che ha portato due ambulanze all’imbocco del Canale.
Angelo Merialdi, questo il suo nome, era nato a Torino nel giugno del 1961: da poco in pensione, aveva legato la sua vita al Canale Cavour, di cui era custode di ogni segreto.
In un post sui social, l’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia lo aveva definito «Gran custode del Canale», e anche dopo aver lasciato il lavoro continuava a vivere nella casetta di mattoni rossi accanto al monumento a Carlo Noè, l’ingegnere che dal 1852 ha concretizzato il canale che porta il nome dell’allora presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, il conte Camillo Benso di Cavour.
La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente, ma per Angelo, purtroppo, non vi era giù più nulla da fare. Da qualche giorno non si sentiva bene, ed è probabile che ieri sia stato colpito da un infarto.
Accanto alla compagna Elena, è subito accorso il figlio Ivan, titolare del bar «Carletti» nell’omonima piazza nel centro di Chivasso.
Una memoria storica
Sempre presente alle iniziative organizzate dalla Coutenza o comunque legate al Canale Cavour, Angelo rappresentava una memoria storica che difficilmente potrà essere sostituita.
Dai colleghi, ora, solo parole di affetto: «Angelo mancherà davvero a tutti noi. Ci mancheranno i suoi racconti, dalla missione in Libano quando era nella Folgore ai mille aneddoti dei suoi quarant’anni di vita sul fiume, e resterà per sempre nei nostri cuori l’amore immenso che aveva per sua moglie, Valeria, che ha seguito con grandissima devozione nel lungo e doloroso periodo della malattia. Il giorno che è mancata, ci ha sempre detto, è morto anche lui».
«Angelo – aggiunge Ombretta Bertolo, responsabile dell’Ufficio Relazioni Esterne dell’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia – aveva imparato a leggere il Canale Cavour e il fiume Po, intervenendo anche prima dei sensori. Lui mi diceva che sentiva “L’odore del fiume”, che cambiava prima delle piene, ed osservava anche “Il colore delle acque”. A me sembrava impossibile, ma non si sbagliava mai.
Durante le alluvioni la sua presenza è stata fondamentale: nel 1994 ha affrontato situazioni di “corpo a corpo” con il Canale, avvisando prima di tutti del finimondo che stava venendo giù, con onde di piena che sbattevano contro i vetri della Presa. Conoscendo ogni minimo dettaglio del Canale era anche un grande divulgatore, tanto che spesso, in occasioni di visite, gli lasciavo la parola».
I funerali di Angelo saranno celebrati giovedì 7 maggio, alle 15.30, in Duomo a Chivasso, partendo alle 15.15 dalla sua abitazione di viale Cavour 42.
Lascia i figli Ivan, con Giovanna, e Stefano, e le sorelle Linda e Sabrina.