Il caso

Ex Marsan, il Comune alla ricerca di amianto dentro la scuola

Nonostante le continue rassicurazioni da parte dell’amministrazione Castello, il tema della presenza di amianto fa discutere

Ex Marsan, il Comune alla ricerca di amianto dentro la scuola

Nonostante le continue rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Castello, il tema della presenza di amianto all’interno della ex scuola Marsan di via IV Novembre continua a tenere banco nei discorsi di residenti e politici.

Ex Marsan, il Comune alla ricerca di amianto dentro la scuola

Da una parte, come detto, Palazzo Santa Chiara continua a sostenere la linea del «non ci sono problemi», anche se una serie di documenti ufficiali disponibili all’Albo Pretorio lasciano intendere ben altro.
L’ultima determina, per così dire, «incriminata» è la 269 dello scorso 21 aprile, con all’oggetto «Affidamento diretto “interventi finalizzati alla tutela dell’integrità strutturale e igienico sanitaria dell’immobile ex scuola Marsan».
Di per sé, la determina non offre spunti di rilievo: «L’immobile oggetto del presente provvedimento necessita di interventi finalizzati alla tutela della sua integrità strutturale nonché al ripristino e mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie adeguate». E ancora «A seguito di sopralluoghi tecnici, sono emerse criticità riconducibili a fenomeni di degrado edilizio e carenze sotto il profilo igienico-sanitario, tali da compromettere la salubrità degli ambienti e la piena fruibilità degli stessi».
Stando agli uffici, «Le le lavorazioni risultano indispensabili al fine di: eliminare situazioni di insalubrità e rischio per la salute degli occupanti; prevenire l’aggravarsi dei fenomeni di degrado; garantire la conformità alle vigenti disposizioni in materia edilizia e igienico-sanitaria; salvaguardare la pubblica e privata incolumità».

Fino a questo punto non vi è nulla di particolarmente degno di nota, ma le cose cambiano analizzando il «Capitolato» allegato alla determina.
Al punto 2, infatti, si legge: «Le lavorazioni oggetto del presente appalto consistono principalmente nei seguenti interventi.
Campionatura dei materiali da smaltire, ed effettuazione di analisi chimica da laboratorio accreditato per valutare la presenza di amianto. (analisi qualitativa).
Stipula di una notifica e trasmissione agli organi competenti per autorizzazione alla raccolta.
Raccolta dei materiali depositati a terra e confezionamento in appositi big-bag omologati.
Trasporto e smaltimento a discarica autorizzata, comprensivo della fornitura dei formulari “Rentri” di corretto smaltimento.
Fornitura e posa di pannelli mancanti alla controsoffittatura, circa dieci, comprensivo del montaggio e smontaggio.
Fornitura e posa di un pannello in cartongesso da effettuarsi nella parete interna lato nord.
Fornitura dei dispositivi di protezione individuale come da DGL 81/2008.
Ripristini vari a corpo».

La presenza di amianto è praticamente certa

Stando a quanto messo nero su bianco, la presenza di amianto è praticamente certa, anche perché la cifra è di poco meno di 5 mila 500 euro, un po’ troppi per la sola sostituzione di dieci pannelli di controsoffitto…

Il Comitato Spontaneo Nord Ferrovia

«In un edificio che cade a pezzi ed è pieno di fibre tossiche – spiegano dal Comitato Spontaneo Nord Ferrovia guidato da Andrea Rigoni – spendono cinque mila euro per “ripristinare condizioni igienico-sanitarie”. Ma cosa igienizzano? La polvere di amianto?
La fretta (dopo 7 anni): dicono che c’è un’esigenza “inderogabile” di fare i lavori in tempi brevi, tanto che hanno fatto un affidamento diretto.
In sintesi: mentre il problema vero (l’amianto da 600 mila euro) resta lì a minacciare il quartiere, l’amministrazione butta 5 mila euro dei nostri soldi in un intervento che sembra solo un modo per lavarsi la coscienza (o le mani).
Si vede che per la sicurezza dei residenti, l’Amministrazione ha trovato solo gli spiccioli nel fondo del cassetto».