Il Gran Premio di Francia 2026 ha sancito un verdetto brutale per le ambizioni della Ducati, spostando definitivamente l’asse del potere verso da Borgo Panigale a Noale, quartier generale dell’Aprilia.
Francia amara per Pecco: secondo alla Sprint ma cade in gara
Il pomeriggio di Le Mans si è trasformato in un incubo sportivo per Francesco Pecco Bagnaia proprio nel momento in cui il pilota chivassese sembrava aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori. Dopo una partenza difficile che lo aveva visto scivolare in quinta posizione, Bagnaia aveva messo in mostra una determinazione feroce, risalendo fino al secondo posto e portandosi a meno di un secondo dal leader Marco Bezzecchi su Aprilia. Tuttavia, la sua rincorsa si è interrotta bruscamente al sedicesimo giro con una caduta all’ingresso della Dunlop Chicane, un errore pesante che ha lasciato la Ducati ufficiale senza punti, complice anche l’assenza forzata dell’infortunato Marc Marquez.
Il vuoto lasciato dalla “Rossa” è stato colmato da una prova di forza senza precedenti dell’Aprilia, guidata da un Jorge Martin in stato di grazia. Lo spagnolo, che fino a metà gara sembrava cristallizzato in quarta posizione, ha cambiato ritmo subito dopo l’uscita di scena di Bagnaia, mettendo nel mirino Pedro Acosta e superandolo con un sorpasso chirurgico a nove giri dalla fine. Da quel momento è iniziata una caccia forsennata al compagno di marca Bezzecchi, un inseguimento che ha visto Martin limare decimi preziosi a ogni passaggio fino a colmare il gap di oltre un secondo che lo separava dalla vetta.
La manovra decisiva è arrivata a tre giri dalla bandiera a scacchi, quando Martin ha rotto gli indugi sferrando l’attacco vincente che gli ha permesso di conquistare la sua prima vittoria stagionale e la prima storica affermazione con i colori del team ufficiale Aprilia.
Bezzecchi, pur dovendosi accontentare della piazza d’onore, mantiene per un solo punto la leadership del mondiale, consolidando una classifica che vede ora i due piloti della casa veneta staccati di una sola lunghezza. Il trionfo totale di Noale è stato completato dal terzo posto di Ai Ogura, un risultato che certifica il dominio tecnologico e agonistico dell’Aprilia, capace di monopolizzare il podio e di trasformare il Mondiale MotoGP 2026 in una questione privata tra i propri alfieri.