La sconfitta legale del Comune di Saluggia davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si trasforma in un caso politico destinato a far discutere a lungo la comunità. Dopo la notizia della sentenza 26/2026 del 10 marzo scorso, pubblicata sulle colonne del nostro settimanale la scorsa settimana, che ha visto l’Amministrazione soccombere nel ricorso contro il progetto europeo Life per la tutela del pelobate fosco, il gruppo di minoranza Progetto Nuova Saluggia ha depositato un’interrogazione dai toni durissimi rivolta al sindaco Libero Farinelli e alla Giunta.
Ritano, la sconfitta in Tribunale costa 44 mila euro
Al centro della polemica non c’è solo l’esito del giudizio, che ha confermato la legittimità degli atti impugnati e condannato l’Ente al pagamento delle spese, ma soprattutto la gestione finanziaria e comunicativa dell’intera vicenda. Secondo i consiglieri Claudio Brentan, Andrea Garbiero, Nicoletta Pozzi e Claudio Relino, la resistenza giudiziaria ostinata messa in atto dal Comune è costata ai cittadini complessivamente 44.158,46 euro tra parcelle legali e costi procedurali, a fronte di un progetto ambientale che avrebbe portato sul territorio investimenti europei per oltre 5 milioni di euro.
L’interrogazione solleva seri dubbi sulla trasparenza degli atti amministrativi più recenti. Sotto la lente d’ingrandimento è finita la determina 85 del 26 marzo 2026, con la quale sono stati impegnati 6.382 euro. La minoranza contesta l’uso della dicitura generica «completamento della procedura» per indicare quello che, a tutti gli effetti, sarebbe il saldo delle spese di giudizio in favore dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po. Per i firmatari del documento, tale linguaggio appare come un tentativo di occultare alla cittadinanza l’entità del danno economico derivante da una scelta politica definita fallimentare, violando i principi di pubblicità e motivazione sanciti dalle norme sulla trasparenza amministrativa.
Oltre a chiedere spiegazioni ufficiali sulla scelta di queste formule vaghe, il gruppo Progetto Nuova Saluggia ha chiesto alla Giunta se non ritenga necessario annullare o revocare la determina in autotutela per riformularla in modo esplicito e corretto. La richiesta di risposta scritta obbligherà ora l’Amministrazione a chiarire i motivi di quello che la minoranza non esita a definire un vero e proprio capriccio ideologico pagato a caro prezzo dai contribuenti.