Giovanni Costantino Bonfante ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità di Verolengo, ma la sua eredità di umiltà e dedizione continuerà a vivere nel ricordo di chiunque abbia incrociato il suo cammino.
L’addio a Giovanni
Un uomo dalla generosità immensa, la cui tempra è stata forgiata dal lavoro e da una fede incrollabile, capace di restare salda anche quando la vita lo ha messo di fronte alla prova più terribile e innaturale: la perdita della figlia Laura, mancata ancora giovanissima. Eppure, nonostante quel dolore profondo, Giovanni non ha mai smesso di dedicarsi al prossimo, trasformando la sofferenza in una disponibilità silenziosa e operosa.
Proprio questa sua straordinaria capacità di esserci è stata sottolineata con commozione da don Aldo Borgia durante l’ultimo saluto, celebrato lunedì 11 maggio nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Il sacerdote ha voluto ricordare con affetto l’inizio del loro legame: «Giovanni e sua moglie erano la prima famiglia che mi ha accolto quando sono arrivato a vivere alla Blatta, quartiere di Chivasso. Vivevamo nello stesso condominio. Lo ringrazio di tutto, dell’accoglienza, di tutto quel che faceva senza presunzione ma sempre con umiltà. Ha fatto grandi sacrifici. Lui con la moglie sono state persone che c’erano sempre non solo quando va bene. Giovanni mi è rimasto nel cuore».
Alpino dal cuore l’oro
Oltre alla famiglia e alla parrocchia, un pilastro fondamentale della sua vita è stato il Gruppo Alpini di Verolengo, che oggi lo piange come un socio esemplare e un amico fraterno. Romano Albano ha reso omaggio alla sua figura mettendo in luce la concretezza del suo impegno: «Con il gruppo Alpini posso dirti che perdiamo, oltre alla sua amicizia, la fattiva collaborazione per tutte le iniziative che intraprendevamo, partendo dalla realizzazione del forno in Oratorio. Erano i primi anni della sua pensione e ci ha messo a disposizione la sua esperienza nella realizzazione di quest’opera. Per non dimenticare la preparazione delle tofeje dei fagioli che gustavamo nei pranzi in piazza durante la castagnata. Queste sono solo alcune delle sue collaborazioni. Lui si occupava di confezionare le cotiche che venivano cucinate successivamente con i fagioli in occasione del carnevale in oratorio».
L’amore per la sua famiglia
La sua è stata una vita di legami profondi e duraturi. Nel 2022, circondato dall’affetto dei suoi cari, aveva celebrato l’eccezionale traguardo dei 65 anni di nozze con l’adorata Maria Teresa al Santuario della Madonnina, in una funzione toccante officiata da Don Valerio D’Amico. Un amore che ha attraversato quasi sette decenni, diventando un esempio di fedeltà e sostegno reciproco per tutta Verolengo. Anche i suoi 90 anni erano stati l’occasione per una festa speciale organizzata dagli Alpini, un tributo doveroso a un uomo che, con il suo cappello in testa e il sorriso gentile, ha saputo onorare i valori del corpo e della
sua terra fino all’ultimo.
Giovanni Bonfante se n’è andato a 94 anni, lasciando un grande vuoto nella moglie Maria Teresa, nei figli Margherita con Salvatore, Marco con Karima, nei nipoti Alberto con Paola, Enrico con Roberta, Nicolò e Chiara.