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Bufera al Pastore, resta solo Giraulo

Dimissioni in blocco nel direttivo dell’Urs La Chivasso. Già sul tavolo la possibile fusione con il Chivasso Calcio

Bufera al Pastore, resta solo Giraulo

«Entro il 15 giugno dovrò comunicare in Federazione il nuovo direttivo dell’Urs La Chivasso. Mi attengo alle disposizioni». Eugenio Giraulo, presidente dell’Asd Urs La Chivasso, è pronto a vestire i panni di Connor MacLeod, protagonista di «Highlander – L’ultimo immortale»: a nessuno come a lui, infatti, si può ora riferire la frase «Ne resterà soltanto uno».
Nei giorni scorsi è stata una vera e propria tempesta quella che si è abbattuta sullo storico impianto di viale Matteotti, definito da sempre come la «culla del calcio biancorosso»: con le dimissioni dell’intero direttivo, Giraulo si è trovato da solo alla guida della società e ora non può fare altro che guardarsi intorno per cercare (e trovare in meno di un mese) una soluzione in grado di salvare il futuro e la storia dell’Urs La Chivasso.

Tra alleanze smentite e il ritorno del “Chivasso Calcio”

Questo discorso diventa però molto interessante se si guarda a ciò che accade intorno al «Pastore», con i nomi di almeno due società che si rincorrono nei discorsi di chi è cresciuto a pane e La Chivasso.
Al vecchio direttivo, di cui faceva parte anche Massimo Corcione, segretario cittadino del PD (impossibile anche in questa fase tenere separati sport e politica) sarebbe stato sicuramente gradito un «gemellaggio» con lo Junior Torrazza di Franco Sfregola (che però commenta «Al Chivasso piacerebbe avere gente seria che lavori ma per fortuna sono notizie prive di fondamento»), mentre non è certo un segreto che al «Pastore» continui ad essere interessato il «Chivasso Calcio» (già di Giraulo) che da viale Matteotti era stato sfrattato malamente per trovare poi casa a Rondissone.

La strategia burocratica per salvare la convenzione

E proprio con il «Chivasso Calcio» (società con un ottimo vivaio e una prima squadra in corsa per la promozione in Prima Categoria, sognando tra un paio d’anni l’Eccellenza) sarebbero in corso interlocuzioni avanzate, con la consapevolezza che solo un cambio di direttivo (senza la modifica del Codice Fiscale) potrebbe blindare la società evitando nuovi bandi e portando la convenzione alla scadenza naturale.

Tanti bei discorsi che però si scontrano con la cruda realtà dei fatti: mezzo milione di euro, questa la cifra necessaria per i lavori al campo «Ettore Pastore», lavori assolutamente necessari perché sono sotto gli occhi di tutti le disastrose condizioni del manto in sintetico (omologato «per pietà» di anno in anno dalla FIGC ma ormai a fine vita), delle tribune e dei due blocchi spogliatoi, di fatto quasi inutilizzabili.

Lo scontro con il Comune e l’ombra del parcheggio multipiano

Non è affatto un segreto che, nelle scorse settimane, l’Urs La Chivasso sia stata protagonista di un acceso scontro con l’amministrazione comunale, nello specifico con l’assessore allo sport Gianluca Vitale, che non aveva (e non ha) nessuna intenzione di investire un quinto dell’avanzo libero per sistemare una struttura che in molti, tra la maggioranza, preferirebbero veder trasformata in parcheggio, magari multipiano.

Il dilemma della Giunta: “Pastore” o “Rava”?

A questo punto, però, perché non uscire allo scoperto e dire una volta per tutte «Non ci sono i soldi per mantenere due impianti sportivi, il “Pastore” e il “Rava”», con quest’ultimo che sarebbe l’unico (tra i due) omologabile per le categorie superiori?
La Giunta aveva messo sul tavolo l’intenzione di chiedere un parere legale sulla legittimità di investire sul «Pastore» nonostante la finalità più sociale che sportiva della convenzione, ma come avevamo già scritto alcune settimane fa è pacifico che senza attività agonistica nessun genitore iscriverebbe il proprio figlio al La Chivasso: a quel punto, tanto varrebbe tirare quattro calci ad un pallone al Bricel…

Per poter continuare con i Campionati quei 500 mila euro servono «subito», ed è per questo che negli ultimi giorni il tema (anche prima che scoppiasse il bubbone delle dimissioni in massa) è diventato ancor più incandescente.
Come detto, sia Vitale che il sindaco Claudio Castello (ormai vaso di coccio tra vasi di ferro) non sarebbero tanto dell’idea, ma è anche vero che (pur volendo come detto tener lontana la politica dallo sport) Giraulo è da sempre un volto del Partito Democratico, azionista di maggioranza della Giunta.

Il futuro dei giovani: un tesoro da riportare a casa

Tralasciando la prima squadra vi è poi il nodo dei bambini, quelli che da sempre stavano (e stanno) più a cuore a Corcione. Senza lavori (e i 500 mila euro del Comune), anche con un visualizzato nuovo direttivo l’Urs La Chivasso avrebbe le ore contate.
In mezzo, un «tesoro» di cinquecento bambini chivassesi che ad oggi giocano sparpagliati tra le società del territorio: tornassero in città, sarebbe un affare per tutti.