Quello dei monopattini che sfrecciano per le vie del centro di Chivasso è un tema che ha da sempre creato dibattito tra favorevoli e contrari, ma quanto avvenuto negli ultimi giorni ha decisamente alzato l’asticella.
Tutto è partito quando il gruppo consiliare «Sinistra Ecologista Chivasso / AVS» e il Circolo chivassese «Pinuccia Bagnaschi» di Sinistra Italiana hanno annunciato voler di sondare gli umori dei chivassesi con un vero e proprio referendum in merito alla circolazione di questi dispositivi di micro-mobilità sostenibile a due ruote.
Le nuove regole del Codice della Strada e la consultazione al gazebo
Occasione, la prossima entrata in vigore (16 maggio) dell’articolo 177 del «Codice della Strada», che prevede, tra le altre prescrizioni, l’obbligo del casco, l’accensione di un’assicurazione RC, l’apposizione di un targhino identificativo e la circolazione solo sulle strade urbane e sulle piste ciclabili, con sanzioni, in caso di violazione, che possono arrivare fino a 400 euro.
«I monopattini elettrici – spiega Frediano Dutto, segretario del locale Circolo di Sinistra Italiana – ormai stanno pacificamente invadendo le piazze e le vie cittadine, comprese quelle di Chivasso, creando nella cittadinanza reazioni contrastanti, tra chi apprezza questo nuovo mezzo ecologico di locomozione e chi invece contesta e disapprova la loro circolazione spesso spericolata e pericolosa. Sollecitati dal nostro assessore comunale, Fabrizio Debernardi, e dalla nostra consigliera comunale, Veronica Davico, abbiamo pertanto deciso di cogliere l’occasione dell’entrata in vigore di queste novità normative per lanciare una consultazione popolare tra le cittadine e i cittadini di Chivasso. Sabato 16 maggio, allestiremo in piazza della Repubblica un gazebo presso il quale, a partire dalle 16 e fino alle 19, sarà possibile esprimere il proprio parere sulla possibilità o meno di limitare o vietare il transito dei monopattini elettrici nelle zone pedonali del centro, ossia in via Torino, in via San Marco, in piazza della Repubblica e sotto i portici».
La replica di Riva Cambrino: «Le regole nazionali esistono già»
Il primo a replicare è stato Marco Riva Cambrino, socialista, che ha fatto notare come «Il Codice della Strada consente già oggi la circolazione dei monopattini nelle aree pedonali urbane, con limite di velocità a 6 km/h. Non è un vuoto normativo: è una facoltà espressamente riconosciuta dalla legge nazionale. Quello che i promotori stanno chiedendo ai cittadini non è se i monopattini “possano” circolare in centro – per legge già possono – ma se il Comune debba adottare un’ordinanza derogatoria che lo vieti. Una domanda legittima, se posta onestamente. Invece viene confezionata come se ci fosse un problema di assenza di regole, alimentando una percezione di illegalità che non esiste».
Forza Italia attacca: «È solo campagna elettorale anticipata»
Clara Marta ed Emanuela Tappero, di Forza Italia, aggiungono che «Sul piano istituzionale, la situazione è ancora più curiosa. Un assessore in carica che “consulta i cittadini” anziché portare una proposta in Consiglio Comunale non sta praticando la democrazia partecipativa. Sta ammettendo pubblicamente di non avere i numeri in maggioranza, oppure di non avere le idee. Oppure, ed è l’ipotesi che riteniamo più fondata, sta già facendo campagna elettorale per il 2027. Non come candidato a governare, si badi bene. Come futuro oppositore».
LiberaMente: «Pensino a buche e marciapiedi anziché ai referendum»
Per Claudia Buo, di LiberaMente, «Fa un po’ sorridere questo “referendum” improvvisato da chi, da anni, è parte della maggioranza ed esprime deleghe decisive su viabilità e lavori pubblici.
A ridosso delle elezioni sembrano accorgersi che esiste una città anche fuori da Sabbiunè: strade a pezzi, marciapiedi dissestati e manutenzioni inesistenti.
Trasformare i monopattini nel grande problema cittadino appare quindi più come un’iniziativa elettorale che come una reale volontà di ascoltare i cittadini.
Sinistra Ecologista governa Chivasso, agisca. Da anni i cittadini si lamentano della “insicurezza” dell’isola pedonale, insieme all’incuria e alla scarsa sicurezza di marciapiedi e strade pieni di buche».