104 anni vissuti con il sorriso, circondata dalla bellezza dei fiori e dall’affetto dei suoi cari. Luciana Bianchi, vedova Ajmino, ha tagliato un traguardo straordinario, spegnendo le candeline alla Residenza Sanitaria Assistenziale «Fondazione Santo Spirito Borla» di Crescentino, dove ha festeggiato in questi giorni questa importantissima ricorrenza.
Un secolo a Vercelli e il trasferimento a Crescentino
Una vita intensa, quella di nonna Luciana, profondamente radicata per un secolo esatto nel capoluogo. Ha infatti sempre abitato a Vercelli fino al compimento dei 100 anni. È stato allora che il figlio Franco ha deciso di avvicinarla a sé, portandola a Crescentino, la cittadina dove l’uomo risiede da quando si è sposato con la moglie, Luisella Vecchia.
Una vita tra i fiori e il culto della bellezza semplice
Per tantissimi anni, Luciana è stata un volto noto e stimato grazie alla storica attività di fiori e piante gestita insieme al marito. Con le sus mani e il suo gusto innato ha curato un’infinità di occasioni speciali, realizzando splendidi addobbi che hanno accompagnato i momenti più importanti di intere generazioni. Proprio da quel lavoro è nata, o forse si è solo alimentata, la sua filosofia di vita, caratterizzata da un amore profondo per le cose belle. Per lei non si è mai trattato di cercare il lusso o l’ostentazione, ma la vera bellezza nelle cose semplici e armoniose. Questo spiccato senso estetico e la dedizione alla cura di se stessa non l’hanno mai abbandonata, nemmeno oggi che ha superato il secolo di vita. Luciana attribuisce ancora grandissima importanza al proprio aspetto e in particolare ai suoi abiti. È lei stessa a decidere cosa indossare ogni mattina, assicurandosi che ogni capo sia sempre perfettamente abbinato ed elegante.
Il segreto della longevità: vivacità e relazioni umane
Oltre allo stile impeccabile, il vero segreto della sua incredibile longevità è senza dubbio la sua straordinaria vivacità e l’amore per le relazioni umane. A Luciana piace ancora moltissimo parlare, raccontare e chiacchierare, un temperamento socievole che ha conquistato anche il personale e gli altri ospiti della Rsa “Borla”, trasformando la festa per il suo compleanno in un momento di gioia autentica e condivisa.