Mentre la politica locale si perde in chiacchiere su strategie e grandi visioni, tra le pieghe della burocrazia della Città di Chivasso emerge un dettaglio che definire imbarazzante è un eufemismo. La determinazione numero 357, datata 12 maggio 2026, scoperchia un vaso di Pandora che colpisce direttamente il cuore dell’amministrazione.
Il Fisco bussa in Comune: pignorato un amministratore
L’Agenzia delle Entrate, stanca evidentemente di aspettare, ha notificato un atto di pignoramento dei crediti verso terzi, puntando il dito proprio contro un amministratore (o un’amministratrice, i dati sono stati cancellati in ossequio alla privacy) attualmente in carica. È quasi grottesco constatare come il braccio armato del Fisco sia dovuto arrivare a pignorare le «briciole»: l’indennità di presenza di appena 20,99 euro lordi che il soggetto percepisce per ogni seduta di Consiglio o di Commissione.
L’ordine perentorio della Riscossione all’Ufficio Ragioneria
Nonostante la modestia della cifra, l’ordine dell’Agenzia delle Entrate è perentorio e non ammette repliche: il Comune di Chivasso è stato intimato a non disporre di tali somme e a versarle direttamente all’agente della riscossione fino alla concorrenza del debito maturato. L’aspetto più amaro di questa vicenda è il contrasto tra il ruolo pubblico ricoperto dal debitore, che dovrebbe rappresentare l’integrità dei cittadini fino alla scadenza del mandato nel 2027, e la realtà di un pignoramento forzato che trasforma l’Ufficio Ragioneria in un esattore per conto terzi.
Il peso politico del silenzio e la tutela della privacy
Sebbene il documento si affanni a garantire che tutto si sia svolto nel rispetto della regolarità amministrativa e in assenza di conflitti di interesse, resta il peso politico di un’ombra che grava su chi dovrebbe gestire la cosa pubblica con l’esempio. Come detto, l’identità del protagonista rimane protetta da un provvidenziale «omissis» per ragioni di privacy, ma il segnale inviato alla collettività è devastante: a Chivasso, nemmeno i gettoni di presenza sono al sicuro quando i conti con lo Stato non tornano.