Tutta la vita di Matteo Esposito, mancato a 40 anni, a Chivasso, è un esempio per tutti. Ancora di più lo sono stati gli ultimi tre anni della sua esistenza in cui ha dimostrato una forza d’animo straordinaria pur nella consapevolezza di combattere contro una malattia che non dava scampo.
Addio Matteo, la tua vita è stata un esempio per tutti
Se n’è andato circondato dall’amore di tutta la sua famiglia, nella casa che lo ha visto nascere e crescere. E’ proprio nella sofferenza che si rivela l’essenza di una persona e Matteo ha dato prova di coraggio che non è da tutti. Lui non si è mai lamentato: era lui sostenere chi gli stava vicino, ed è riuscito a vivere serenamente anche questo periodo. E in questo sta la misura della grandezza: il suo voler vivere bene fino all’ultimo insieme alla moglie Piera, e il desiderio di volere trascorrere giornate serene con i figli Amélie e Ruben.
Forte è stato l’amore per la mamma Marina e il papà Domenico, che con i suoi fratelli è molto conosciuto a Cavagnolo per il loro negozio «Esposito Salotti», punto di riferimento del territorio.
Lo sport, la sua passione
Sportivo da sempre, negli ultimi anni Matteo aveva iniziato a praticare il padel con il cugino Marco, mantenendo vive le sue passioni sportive. In gioventù aveva poi giocato a basket nella società ASPD Chivasso raggiungendo ottimi risultati.
La pallacanestro è sempre rimasta nel suo cuore: seguiva con entusiasmo le partite del nipote Alessandro a Casale Monferrato, accompagnandolo e incoraggiandolo con orgoglio.
Altrettanto grande era l’amore per il motociclismo: tantissime le avventure in moto, anche in pista, che gli davano felicità autentica. Il suo lavoro, da informatico nel campo del software, lo aveva portato a incontrare persone che lo stimavano per competenza e disponibilità.
I ricordi
Questo il ricordo del fratello Diego: «Mio fratello mera un ragazzo bravo, responsabile. Lui amava la vita. La famiglia è stato tutto per lui. Siamo cresciuti insieme, e tanti sono i ricordi belli. Soprattutto la sua forza e la serenità di questi ultimi anni sono state immense».
Questo il ricordo del negozio Al Ravanin di Casalborgone: «Matteo era una persona splendida. Per questo rimarrà sempre qui, con noi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Matteo era un ragazzo, un uomo forte, gentile, dolce, una persona piena di luce. Amava la vita con una forza incommensurabile, e aveva una famiglia meravigliosa. Non ci sono parole adeguate, non ci possono essere. Queste poche righe, solo per dire due cose: che siamo profondamente vicini ai suoi cari in questo momento di dolore sconfinato, e che Matteo sarà sempre qui. Con loro, a fianco di ognuno di loro, con il suo sorriso, con la sua intelligenza, con la sua curiosità, con la sua enorme forza. Dentro di loro, vicino a loro, per mano a loro. Perché persone come Matteo rendono questo mondo un posto nel quale vale la pena vivere, e la sola idea di una loro assenza, anche solo per un attimo, per un secondo, spegne la luce. Spegne ogni luce. Noi questa luce non la vogliamo spegnere. Non si spegnerà mai. Buon viaggio, Matteo. Aspettaci là dove tutti ci abbracceremo, infine. Ci stringiamo fortissimo: a te, a Piera, ai bimbi, ai tuoi cari tutti».
L’ultimo saluto
La cerimonia di commiato si è svolta mercoledì 20 maggio, alle 14.30 presso la Fondazione Rippa Peracca di Casalborgone.
«Sono state le sue ultime volontà – conclude il fratello Diego – l’ultimo desiderio era un commiato di accoglienza senza funerale che faremo in questa struttura, ringraziando fin d’ora quanti vorranno unirsi per commemorare il nostro caro Matteo».
In queste parole semplici e vere si raccoglie l’esempio che Matteo lascia: amore, coraggio, luce. Una traccia indelebile nelle vite di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Una memoria che resta, e continuerà a indicare la strada per tutti i suoi cari.