Voltare pagina, dicendo definitivamente addio a un passato industriale che oggi non ha più ragione d’esistere, per fare spazio a un quartiere moderno, sostenibile e integrato con il resto della città. È questo il cuore del piano di rigenerazione urbana che interesserà l’area ex Imprevib, illustrato nel dettaglio dal sindaco Claudio Castello.
Imprevib, addio all’ex insediamento industriale: nascerà un quartiere verde e inclusivo
L’obiettivo dell’amministrazione è duplice: da un lato, riconfigurare e riconnettere gli spazi interni ai centri abitati; dall’altro, avviare una profonda riqualificazione ambientale delle aree extraurbane. Ogni scelta urbanistica, ha spiegato il primo cittadino, è stata definita valutando attentamente le consistenze edilizie esistenti, la qualità architettonica del patrimonio, le caratteristiche paesaggistiche e le reali esigenze del contesto circostante e dell’intera comunità chivassese.
Il primo e fondamentale passo verso il futuro dell’area sarà la tabula rasa del passato.
Il progetto prevede infatti:
-La demolizione totale di tutte le strutture industriali esistenti.
-L’esecuzione di eventuali interventi di bonifica ambientale del terreno.
-La creazione di una grande fascia boscata di schermatura lungo i lati adiacenti alla linea ferroviaria. Quest’area verde non fungerà solo da barriera naturale, ma sarà completamente fruibile dai cittadini come area attrezzata per il gioco e lo sport.
Al posto dei vecchi capannoni dovrebbe sorgere un complesso insediativo moderno e multifunzionale. Non si parlerà solo di case, ma di un vero e proprio rione vivo, caratterizzato da un mix di funzioni: residenze moderne e sostenibili, attività commerciali e servizi collettivi; spazi di aggregazione pensati per favorire la socialità e la vita di quartiere.
Il Comune ha inoltre inserito una clausola stringente a tutela del patrimonio pubblico e delle fasce più deboli. Qualora l’intervento edilizio dovesse partire preliminarmente con la realizzazione delle volumetrie extra-residenziali, la convenzione costringerà i privati a identificare e cedere contestualmente al Comune le aree destinate a ospitare l’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Un tassello fondamentale per garantire che la trasformazione della ex Imprevib non sia solo un’operazione immobiliare, ma un concreto passo avanti per il welfare e la qualità della vita di tutta la città.